24 gennaio 2021
Aggiornato 01:00
Torna un pilota italiano dopo sei anni di assenza

Antonio Giovinazzi: «Il mio esordio in F1? Pensavo fosse uno scherzo...»

Il titolare della Sauber Pascal Wehrlein ha dovuto gettare la spugna in extremis per infortunio. Così sulla griglia di partenza si accomoderà il 23enne di Martina Franca, che già oggi è andato forte in qualifica: «Tutto può succedere»

Antonio Giovinazzi al box della Sauber in Australia
Antonio Giovinazzi al box della Sauber in Australia

MELBOURNE«Quando ho ricevuto l'sms? La prima cosa che ho pensato è che fosse uno scherzo...». Il debutto ufficiale di Antonio Giovinazzi in un Gran Premio di Formula 1 è stato il più imprevisto possibile. E fortunoso, verrebbe da dire, se di mezzo non ci fosse l'infortunio di un collega, il titolare della Sauber Pascal Wehrlein. Ci ha provato fino all'ultimo a correre, il tedeschino, ma i guai alla schiena che si è provocato con l'incidente del gennaio scorso (piuttosto stupido, a dire il vero: nella Race of Champions di Miami, poco più che un'esibizione, si è distratto e ha capottato la sua tre ruote contro le barriere) aveva ormai compromesso i suoi allenamenti. Troppo, per consentirgli di guidare per una gara intera le nuove monoposto 2017: più veloci, dunque anche più fisiche. Quando Wehrlein ha dovuto dunque alzare bandiera bianca, ecco che è tornato improvvisamente in gioco il nostro Bon Giovi: «La Ferrari e il mio manager mi avevano informato con un messaggio già ieri notte – racconta – Ma era ormai troppo tardi, ero già a letto. L'ho scoperto solo stamattina. E, appena mi sono reso conto che era tutto vero, sono corso in pista per mettermi a posto con l'ingegnere e il team. Ad essere onesto, non ci credo ancora: sono qui, al via di un Gran Premio, che sognavo fin da quando ero piccolo».

Subito convincente
È successo tutto così in fretta, per il 23enne di Martina Franca. Dapprima grazie al suo merito, che lo ha portato al titolo di vicecampione in GP2 l'anno scorso e ha attirato l'attenzione della Ferrari, che lo ha voluto come terza guida. Poi anche con qualche colpo di fortuna, che non guasta mai: l'infortunio di Wehrlein, appunto. Che gli aveva liberato il sedile della Sauber già nei test pre-campionato di Barcellona. Quando si è messo al volante stamattina a Melbourne, dunque, la macchina la conosceva già, ma la pista no: ha avuto solo un'ora di prove libere per impararla, poi è arrivato subito il momento delle qualifiche. Dove, comunque, non ha sfigurato per nulla: anzi, ha centrato la sedicesima piazza. «Sono già contento della mia prestazione – spiega il pugliese – Dopo il secondo giro, ero anche un po' avanti al mio compagno di squadra (il più esperto svedese Marcus Ericsson, ndr), ma ho cercato di spingere di più e ho commesso un errore alla curva 15. Ad essere onesto era la mia prima qualifica, perciò mi aspettavo di fare peggio di così. Invece, arrivare a pochi decimi da lui è già molto buono». E domani si fa sul serio: Tonino si schiererà al via di un Gran Premio di Formula 1. La prima volta per lui e anche per un italiano dall'ormai lontano 2011, quando appesero il casco al chiodo sia Jarno Trulli che Tonio Liuzzi: «Sarà una gara lunga, tutto può succedere. Devo solo fare lo stesso lavoro di oggi, e vedremo come finirà».