24 gennaio 2021
Aggiornato 00:30
Dietro alla Mercedes ma con tanto potenziale inespresso

La Ferrari inizia col piede sbagliato, ma Vettel non è preoccupato

Secondo posto con ben mezzo secondo di distacco dal leader Lewis Hamilton al termine della prima giornata di prove libere del Gran Premio d'Australia: «I tempi non contano, abbiamo avuto dei ritardi. Lavorando possiamo migliorare»

Sebastian Vettel al box in Australia
Sebastian Vettel al box in Australia Ferrari

MELBOURNE – Come due settimane fa, dopo i test pre-campionato, era troppo presto per cantare vittoria, oggi, dopo le prime prove libere della stagione, è troppo presto per darsi per vinti. Certo, il Gran Premio inaugurale in Australia non è cominciato come avrebbe sperato la Ferrari: un quinto e un sesto posto nel turno mattutino e un secondo e un quarto in quello pomeridiano. Ma, se ci si affida all'analisi dall'interno di Sebastian Vettel, il quadro sembra meno fosco. Il mezzo secondo di distacco accusato oggi dal leader Lewis Hamilton potrebbe non rivelarsi così rappresentativo: «Spero di no, ma vedremo – spiega il ferrarista tedesco – I risultati di oggi non contano così tanto, alla fine. La giornata è stata importante, ma non la classifica finale, il tempo sul giro secco. Penso che in generale sia andata bene. Abbiamo avuto qualche piccolo problema in mattinata, che ci è costato del tempo in pista, perciò ci è voluto un po' di più per trovare il ritmo. Penso che possiamo ancora migliorare il bilanciamento: la macchina non ha ancora espresso tutto il suo potenziale e sono fiducioso che riusciremo a fare un bel passo avanti per domani». Qualche problema tecnico che ha rallentato il lavoro in mattinata, poi una macchina che non ha ancora trovato il suo equilibrio ideale su questo tracciato: questi, dunque, i problemi che hanno impedito alla SF70H di esprimersi al meglio, finora. Ma il margine di miglioramento c'è, bisogna solo continuare a lavorare con convinzione: «La gente dall'esterno si fa sempre le sue opinioni, indipendentemente da quello che le dici – prosegue il quattro volte iridato – Ovviamente siamo stati molto contenti dei test, i tempi erano buoni, ma non significano niente finché non si arriva qui, dove conta davvero. Penso che siamo stati molto realisti al riguardo. Come ho detto, oggi è andata bene: la vettura mi ha dato buone sensazioni. Del resto l'ultima volta che ci sono salito era solo due settimane fa, ma è stato positivo tornarci e penso che possiamo ancora migliorare».

Poca chiarezza
A dare manforte a Seb sono anche le parole del suo compagno di squadra Kimi Raikkonen, oggi in ritardo di altri quattro decimi rispetto alla migliore delle Ferrari: «Oggi è solo venerdì – frena Iceman – Non c'è modo di sapere che programmi abbiano seguito oggi i nostri avversari, almeno fino alle qualifiche di domani. Ho sempre pensato che questo circuito non dia un quadro dei valori in campo chiaro al 100%, perché è una pista piuttosto speciale e abbiamo visto che in questa gara possono succedere molte cose. Noi possiamo solo dare il nostro massimo e la sensazione è piuttosto buona. Lavoreremo in modo normale e vedremo a che punto ci troveremo domani». Il mantra è sempre lo stesso: per sapere la verità bisogna aspettare. Forse addirittura più di un Gran Premio, sicuramente più di una giornata: «Penso che il primo venerdì sia sempre un po' più nervoso per tutti. Le cose sarebbero potute andare un po' più lisce oggi, ma in generale ci possiamo ritenere piuttosto soddisfatti. Dobbiamo guardare al quadro generale: è il primo giorno e tutti pensano a domani. Difficile dire oggi a che punto siamo contro la Mercedes, ma sappiamo che ci sono dei punti da migliorare e sappiamo come farlo. È un fatto normale, per essere venerdì».