19 giugno 2019
Aggiornato 21:00
I due team perdono il loro vantaggio irregolare

Vittoria Ferrari a tavolino: proibite le sospensioni di Mercedes e Red Bull

La querelle tecnica che ha tenuto banco per tutto l'inverno a suon di polemiche e ricorsi è stata inappellabilmente chiusa dalla Federazione internazionale dell'automobile: i due rivali della Rossa dovranno eliminare i loro trucchetti.

La corsia dei box del circuito di Melbourne
La corsia dei box del circuito di Melbourne ( Pirelli )

MELBOURNE – Aveva ragione la Ferrari. O, almeno, questo è quanto ha finalmente decretato, inappellabilmente, la Federazione internazionale dell'automobile dopo le ultime verifiche tecniche sulle monoposto, alla vigilia del Gran Premio inaugurale della stagione in Australia. Le sospensioni idrauliche della Mercedes e della Red Bull, finite nel mirino dei giudici proprio grazie ad una soffiata del capo progettista di Maranello, Simone Resta, e quindi oggetto di un'infinita querelle di polemiche e ricorsi nel corso dell'inverno, sono state proibite in via definitiva. «Non sono permessi sistemi delle sospensioni che influenzino l'aerodinamica della vettura – ha sancito il direttore di gara Charlie Whiting – Non lo consentiamo, questo è il nostro approccio».

Aveva ragione la Ferrari
La Federazione, dunque, ha scelto la linea dura, mettendo fuorilegge il meccanismo furbetto dei due rivali della Rossa, studiato per modificare l'altezza da terra in corsa. E le Frecce d'argento e i Bibitari sono stati costretti a correre ai ripari, eliminandoli dalle loro vetture: «Non c'è motivo perché una sospensione salga o scenda a seconda della velocità – ha proseguito Whiting – Questa è la differenza: quest'anno ci concentreremo molto di più su questo aspetto. E i team che non ci convinceranno, non potranno utilizzare i loro sistemi». Resta da capire (e lo scopriremo solo in pista) che impatto avrà questa sentenza sulle prestazioni delle due vetture: la Mercedes già l'anno scorso lo utilizzava solo saltuariamente, mentre la Red Bull ci ha praticamente costruito attorno il suo progetto. E forse non è un caso se già dagli ultimi test di Barcellona, quando già circolava la voce della mannaia che la Fia stava per calare, le Lattine sono apparse particolarmente in crisi.

Altri sospetti
Una prima vittoria, a tavolino, della Ferrari a cui si potrebbe presto aggiungere una seconda. La Federazione sta infatti analizzando anche il famigerato manettino che la Mercedes sfrutta per ottenere un surplus di potenza in qualifica: secondo la Red Bull, infatti, il suo effetto sarebbe quello di aggiungere alla benzina bruciata nel motore anche dell'olio lubrificante, contenente specifici additivi proibiti dalle regole. «Sicuramente lo stiamo monitorando – preannuncia il direttore di gara – Ci abbiamo lavorato molto a Barcellona. Qui ispezioneremo tutte le macchine e a campione controlleremo il consumo dell'olio per assicurarci che non venga usato al posto del carburante». Ma i campioni in carica respingono i sospetti al mittente: «Vedono i fantasmi – ha risposto il team principal Toto Wolff alla Gazzetta dello Sport – Da anni usiamo una mappatura che ci consente più cavalli in qualifica, non è nulla di nuovo. Forse in Australia ci saranno proteste, ma noi ci sentiamo al sicuro».