15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Scoppia il caso sospensioni: Mercedes o Red Bull rischiano la squalifica?

Nuovo capitolo dello scandalo sollevato dalla soffiata della Ferrari. La Fia ribadisce che il sistema idraulico dei due top team rivali è illegale e comincia le verifiche tecniche sulle vetture. Una squadra viene messa nel mirino, ma quale?

La sospensione incriminata sulla Mercedes di Valtteri Bottas
La sospensione incriminata sulla Mercedes di Valtteri Bottas Mercedes

BARCELLONA – Il primo Gran Premio della stagione 2017 di Formula 1 si avvicina a grandi passi. E i nodi dello scandalo sospensioni stanno venendo finalmente al pettine. Si tratta del caso tecnico più controverso e discusso del pre-campionato, che ha fatto preoccupare e finanche litigare tra di loro gli ingegneri di tutte le squadre. Ed è nato da una soffiata della Ferrari: una lettera inviata alla Federazione e firmata dal capo progettista Simone Resta, che conteneva una richiesta di chiarimenti sul sistema utilizzato per tutta la passata stagione da Mercedes e Red Bull (e quest'anno introdotto pure dalla Toro Rosso). Un terzo elemento idraulico della sospensione, studiato però per ottenere un preciso effetto aerodinamico, cambiando l'altezza da terra della monoposto tra le curve e i rettilinei. «Un sistema del genere non è consentito dal regolamento», aveva risposto il direttore di gara Charlie Whiting. Apriti cielo.

Tolleranza zero
Nei mesi successivi si sono susseguiti i summit dei direttori tecnici che pretendevano chiarezza su questa zona grigia del regolamento. Finché la Fia, proprio alla vigilia di questa prima settimana di test, ha diramato una nuova direttiva tecnica, che questa volta non lascia spazio a interpretazioni: «Le sospensioni devono servire solo ad assorbire le vibrazioni dell'asfalto. Qualsiasi altra soluzione dovrà essere rimossa o disabilitata». La prima verifica tecnica sulle nuove macchine avverà formalmente solo in occasione del Gran Premio inaugurale in Australia e lì, alla luce di questa regola, Mercedes e Red Bull avrebbero potuto addirittura andare incontro a una squalifica. Per evitare sorprese, dunque, i federali hanno iniziato a dare un'occhiata alle vetture già durante le prove di Barcellona. E ad un team, il cui nome non è stato reso noto, è stato chiesto di modificare il design delle proprie sospensioni perché non in linea con il regolamento.

Caccia al sospetto
L'identità della squadra incriminata resta segreta: non è trapelata infatti nemmeno dalle voci di paddock che hanno reso nota alla stampa questa vicenda. A microfoni accesi, hanno smentito sia la Mercedes che la Red Bull: «La Fia sembra soddisfatta della nostra interpretazione delle regole – ha ribattuto il team principal dei Bibitari, Christian Horner – Se qualche avversario non è d'accordo, ha il diritto di fare ricorso. Noi possiamo solo attenerci alle indicazioni che riceviamo dalla Federazione, e tutte quelle che ci hanno dato finora ci rassicurano che non abbiamo problemi». Sarà. Quel che è certo è che tutto questo caso complica non poco la preparazione pre-campionato dei due top team. E la Ferrari, che in pista già vola, se la ride sotto i baffi.