13 luglio 2020
Aggiornato 16:00
Calcio | Serie A

Milan e Inter: il mercato non è un’opinione

Classifica rivoltata come un guanto: fino alla 15^ giornata il Milan aveva addirittura 11 punti di vantaggio, oggi è costretto ad inseguire 5 punti dietro, anche se con una partita da recuperare. A fare la differenza gli importanti investimenti sul mercato dei nerazzurri e le scelte discutibili di Galliani.

MILANO - Domenica 4 dicembre 2016, giornata numero 15 del campionato di calcio di Serie A: il Milan batte il Crotone 2-1, mentre l’Inter del neo arrivato Pioli, nell’anticipo del venerdì, perde 3-0 al San Paolo al cospetto di un Napoli sontuoso. Quella sera la classifica recita Milan punti 32, Inter 21. Sembra un secolo fa, eppure non sono passati neppure due mesi.
Quante cose sono cambiate da allora. I nerazzurri, grazie al lavoro del Normal One Pioli, hanno infilato una striscia di 7 vittorie consecutive, issandosi al quarto posto ad un tiro di schioppo dagli azzurri di mister Sarri; mentre il Milan è incappato - e purtroppo sembra di essere appena all’inizio viste le notizie provenienti dall’infermeria - in una crisi di risultati, ancor più che di gioco, che hanno portato i rossoneri a conquistare appena 5 punti in 6 partite, con la trasferta di Bologna ancora da recuperare.

Momento nero
Considerando la classifica solo dalla sedicesima giornata ad oggi, la squadra di Montella navigherebbe in acque tutt’altro che tranquille, a un passo dalla zona retrocessione. Non proprio in linea con gli obiettivi di inizio stagione.
E, come si diceva poc’anzi, con i drammatici aggiornamenti riguardanti Jack Bonaventura (per lui praticamente stagione finita) e Mattia De Sciglio (almeno un mese di stop), il momento delicato per il Milan potrebbe essere ancora ben lontano dalla fine.

Matematica e mercato
Quello che sta dicendo oggi il campionato è che la matematica del mercato non è un’opinione. L’Inter di Suning, da circa un anno a questa parte, sta spendendo e spandendo come se non ci fosse un domani. O forse, molto più semplicemente, come dovrebbe fare qualsiasi società realmente interessata a riportare alla vittoria la propria squadra. Mentre il Milan continua a vivacchiare nella mediocrità della campagna acquisti a costo 0, in attesa di giorni migliori, auspicabilmente attesi dopo il closing con gli altri cinesi di Sino-Europe Sports.

Fuochi d’artificio
E le ultime due sessioni di mercato sono lì a fotografarlo. Mentre Ausilio regalava ai tifosi nerazzurri un mercato da fuochi d’artificio con Joao Mario (40 milioni), Candreva (25), Gabigol (30), Ansaldi (9,8), lo svincolato Banega, l’ultimo arrivato Gagliardini (25) e la promessa concreta di mettere le mani sul romanista Manolas a giugno (40 milioni di euro), sull’altra sponda del Naviglio si tentava di fare le nozze coi fichi secchi, peraltro toppando clamorosamente anche i piccoli investimenti fatti in estate.

Nozze e fichi secchi
Perchè parliamoci chiaro, il condor Galliani ben 27 milioni in estate li ha spesi. Il problema è che mentre l’Inter acquistava giocatori di prima fascia, il Milan doveva accontentarsi di panchinari più o meno illustri quali Gustavo Gomez (8,5 milioni di euro), Josè Sosa (7,5), Lapadula (9), Mati Fernandez e Pasalic (1 milione a testa per i rispettivi prestiti).
Per non parlare della sfavillante campagna acquisti invernale che ha visto arrivare a Milanello Delofeu, Ocampos e il vecchio Storari, tutti in prestito secco senza neppure il diritto di riscatto nel caso di ottimi risultati.

Oltre al danno…
Oggi la classifica rispecchia probabilmente i reali valori tecnici delle due squadre, ma la sofferenza dei tifosi rossoneri è duplice: innanzitutto perchè l’inizio di stagione del Milan aveva illuso tutti che potesse essere l’anno buono per il ritorno in Champions League, e poi perchè a correre così di buona lena verso quel traguardo tanto ambito alla vigilia ci sono proprio i dirimpettai di Naviglio. Oltre al danno, la beffa.