18 ottobre 2019
Aggiornato 10:00

Marchisio: «La vecchia guardia fondamentale per i giovani»

Il centrocampista della Juve rientrato dall'infortunio: «Non c'è bisogno di una fascia per essere capitani. Bonucci? Sa fare tutto, è un calciatore completo». Del Piero: «Juve-River 20 anni dopo, gol decisivo mi cambiò vità».

TORINO - Dopo l'infortunio che l'ha tenuto fuori dai campi di gioco per mesi, Claudio Marchisio è tornato a disposizione della Juventus con già ottimi risultati. Il centrocampista bianconero ai microfoni di Sky Sport, racconta del suo ritorno in campo: «Non voglio fare percentuali sulla mia condizione atletica, posso dire è chiaro che rispetto a prima dell'infortunio, dopo una partita di grande sforzo, ci vuole un po' più di tempo per recuperare». Per Marchisio la 'vecchia guardia' è fondamentale per far integrare i giovani: «La vecchia guardia serve a far capire cosa significa indossare la maglia della Juventus. Come è stato insegnato a me, ora lo tramando ai giovani. E' un aspetto importante far capire cosa voglia dire essere qui. Non c'è bisogno di una fascia per essere capitani». Poi il centrocampista elogia Leonardo Bonucci: «E' capace di impostare il gioco da dietro ed è un calciatore completo perciò lo apprezzo. Quando io sono marcato imposta lui il gioco è lo faceva anche quando era marcato Pirlo».

Portare la fascia è una grande emozione
Sulla fascia di capitano della Juve, che spetterà a lui una volta che Buffon dirà addio al calcio. «Non c'è bisogno di una fascia per essere capitani. A livello caratteriale ci sono persone che si fanno sentire quotidianamente nel gruppo o altri che solo con lo sguardo capisci quando siano importanti. Ed è quello che conta - ha spiegato il regista - Portare la fascia è una emozione, perchè l'hanno indossata grandi campioni, e quando c'è stata l'occasione sono sempre stato orgoglioso e felice di farlo».

Del Piero: «Juve-River 20 anni dopo, gol decisivo mi cambiò vità»
«Juventus-River Plate, 20 anni dopo. Oggi è una giornata speciale, ricordando quel 26 novembre 1996, quando quella squadra fantastica salì sul tetto del mondo. Quando si parla di gol importanti della mia carriera, cito sempre quello di Tokyo ai primi posti». A parlare è Alessandro Del Piero che, vent'anni dopo la rete che decise la finale dell'allora Coppa Intercontinentale, ricorda le emozioni di un giorno che per lui sarà sempre speciale e che lo è anche per la storia della Juventus. L'ex capitano bianconero ricorda quel gol che «ha cambiato la partita, l'ha decisa, e ha cambiato anche un po' la mia vita e la mia carriera. Tra le tante cose che mi porto dietro di quel giorno, c'e' uno splendido rapporto avviato con il Giappone e con i giapponesi», scrive Del Piero sul proprio sito internet.