20 marzo 2019
Aggiornato 18:30

La rivincita di Andrea Dovizioso: «Jorge Lorenzo? Poteva fare meglio»

Il primo confronto diretto sulle Desmosedici GP17 si chiude a favore di Desmodovi, che rifila tre decimi di distacco al suo nuovo compagno di squadra. «Non è particolarmente contento del tempo», rivela il direttore generale Gigi Dall'Igna

Jorge Lorenzo esce dai box Ducati
Jorge Lorenzo esce dai box Ducati Michelin

VALENCIA – Ieri, appena approdato in Ducati, con la moto 2016 Jorge Lorenzo era subito stato più veloce del suo nuovo compagno di squadra Andrea Dovizioso. Oggi, passati entrambi alle GP17, Desmodovi ha risposto rifilandogli una bella bastonata: 1:30.443, ben tre decimi meglio di Por Fuera. Come a chiarire che il tre volte campione del mondo non si deve aspettare vita facile nella nuova squadra. «Avrebbe voluto fare meglio – rivela il pilota di Forlì – Ma la sua velocità non mi ha sorpreso: sapevo quanto fosse competitivo e il suo tempo non è stato male. Oggi gli ho parlato meno perché era molto impegnato, ma è andato come mi aspettavo. Il suo arrivo ci aiuterà a spingere ancora di più, eppure quando ha iniziato ad abbassare i tempi anche lui si è scontrato con i limiti della moto. Che descrive in modo diverso da me, ma che sono gli stessi». Che il maiorchino non abbia gradito di finire solo all'ottavo posto lo ribadisce anche il direttore generale Gigi Dall'Igna, che Lorenzo lo conosce bene fin da quando vinsero insieme nelle classi inferiori: «Non è particolarmente contento del tempo – spiega – Poteva andare più forte, ma per riuscirci avremmo dovuto lavorare in modo diverso: non abbiamo cercato l'assetto ideale per lui, piuttosto ci siamo concentrati a verificare il nuovo materiale. Fin dai primi giri con la moto 2016 ha riscontrato punti di forza e di debolezza rispetto alla Yamaha e ha confermato le stesse sensazioni anche sul nuovo modello. Da parte nostra lavoreremo per garantirgli più fiducia».

La GP17 parte con il piede giusto
Dall'alto della sua terza posizione odierna, invece, Dovizioso promuove la nuova Desmosedici: «La base di quest'anno era già molto buona, quindi era difficile fare degli enormi salti in avanti – sottolinea – Ma ci sono delle piccole migliorie, e soprattutto più margine di lavoro rispetto alla moto 2016, che era già arrivata al limite. Non è detto che abbiamo raggiunto il livello per lottare per il titolo, ma sicuramente ora quando spingiamo al massimo ci riesce tutto un po' più facile». «Sono piuttosto contento del risultato della moto nuova – gli fa eco Dall'Igna – Dobbiamo ancora trovare l'assetto ideale ma il punto di partenza è buono». Non è che queste dichiarazioni ottimistiche rischiano di fare la fine di quelle della Ferrari? Andrea non ha timori: «Il colore è lo stesso, ma la situazione completamente diversa...».