18 agosto 2022
Aggiornato 12:30
Le motivazioni del campione di Tavullia

Valentino Rossi non molla: «Per riprendermi il Mondiale che mi hanno rubato»

Anche in una stagione ormai segnata come quella 2016 il Dottore non si arrende. Anzi, trae nuovi stimoli dalla delusione dello scorso anno: «Un titolo scippato in modo molto brutto». E pensa seriamente di continuare fino a 40 anni

Valentino Rossi sul podio di Aragon
Valentino Rossi sul podio di Aragon Foto: Michelin

ALCAÑIZ – Il Mondiale 2016 è praticamente andato: ci vorrebbe un miracolo per recuperare in sole quattro gare quei 52 punti di distacco da Marc Marquez. Eppure Valentino Rossi non getta la spugna, neanche stavolta: il motivo lo confessa lui stesso, ed è proprio quello che tutti i suoi tifosi possono facilmente immaginare. Sta nell'epilogo della scorsa stagione, in quella sconfitta ritenuta immeritata, in quella delusione personale che, come ha ammesso candidamente poche settimane fa in un'intervista al sito ufficiale della MotoGP, brucia ancora a distanza di quasi dodici mesi. Ma che il Dottore ha saputo, come fanno i grandi, trasformare da potenziale colpo del ko in volontà di rialzarsi, in fame di riscatto, dalla quale ricavare nuova forza. L'occasione, insomma, per ritrovare nuovi stimoli anche a trentasette anni, dopo venti stagioni nel Motomondiale e nove titoli vinti, quando chiunque altro penserebbe di non avere più nulla da dimostrare.

A cuore aperto
«Prima di tutto, è chiarissimo che Lorenzo e Marquez mi hanno rubato il campionato, e in un modo molto brutto, che nessuno si sarebbe aspettato – ha raccontato ai microfoni di Bt Sport – Ho disputato un'ottima stagione, ottenendo tanti punti, ben 320. Nove volte su dieci bastano a vincere il campionato. Ma dall'altra parte c'è stato Lorenzo che ha fatto un'annata grandiosa, fantastica, mi ha risposto gara per gara, punto per punto, in modo incredibile. Prima delle ultime tre gare sicuramente si sarebbe meritato il campionato, perché aveva vinto due gare in più di me. Ma quello che è accaduto negli ultimi tre Gran Premi è stato incredibile. Il comportamento di Marquez è stato imbarazzante e penso che questo tolga anche valore al campionato di Lorenzo. Perciò, per questa ragione, è molto importante trarne nuova forza e nuova motivazione. Perché la prima reazione è di essere arrabbiato, nervoso, commettere errori, diventare anche più pericoloso, perché hai ancora delle questioni aperte con i tuoi avversari. Il difficile è trasformare tutto questo in energia positiva».

Fino a 40 anni come Totti
E il campione di Tavullia deve esserci riuscito molto bene, a giudicare da questa stagione che probabilmente non si concluderà con il titolo, ma che ci ha riconsegnato un Rossi di nuovo competitivo in ogni gara, sempre all'attacco. Tanto da far esclamare al suo capotecnico Silvano Galbusera che «sarebbe un peccato» se un Valentino così si ritirasse a fine 2018, quando scade il suo attuale contratto con la Yamaha. «Lo ha detto Galbusera e io sono d'accordo con lui – ha chiosato ieri nella conferenza stampa post-Gran Premio di Aragon – Pensate che sono già in paranoia pensando al ritiro fra due anni. Se sarò ancora competitivo ci penserò. Mi piace fare progetti a lungo termine. Magari farò come Totti». Che questa settimana compie 40 anni. Esattamente l'età che avrà Valentino Rossi nel 2019. Tra fenomeni ci si intende.