17 gennaio 2021
Aggiornato 04:00
Si prepara il terremoto ai vertici di Maranello

Ferrari, scende in campo la famiglia Agnelli: ultimatum ad Arrivabene

È John Elkann, il presidente del gruppo Fca, in persona a fissare la data: o il team principal della Rossa riesce a ribaltare la situazione questo weekend nel Gran Premio del Belgio oppure sarà lui la prossima testa a saltare

Il team principal Maurizio Arrivabene al muretto box
Il team principal Maurizio Arrivabene al muretto box Ferrari

MARANELLO – Il primo Gran Premio della Formula 1 dopo le ferie estive rischia anche di essere l'ultimo per Maurizio Arrivabene. Il team principal della Ferrari è finito ormai da mesi nell'occhio del ciclone, per colpa delle deludenti prestazioni della squadra che dirige, e in molti hanno previsto che, dopo il divorzio dal direttore tecnico James Allison, sarà proprio lui la prossima testa a saltare. Ma ad aver segnato definitivamente il suo destino nel corso del weekend è stata nientemeno che la famiglia Agnelli, nella persona di John Elkann, presidente del gruppo Fca. I più alti vertici della Fiat hanno perso la pazienza, ormai stufi delle continue umiliazioni che sono stati costretti a subire non solo dalla dominatrice Mercedes, ma ultimamente anche dalla Red Bull. E, dunque, hanno inviato al responsabile della Scuderia un secco ultimatum. Secondo quanto rivela il sito Dagospia, la data sarebbe stata fissata proprio per domenica, al ritorno in pista dalle vacanze a Spa-Francorchamps, in Belgio, che peraltro è tradizionalmente favorevole alla Rossa. Dall'esito di quel Gran Premio dipenderà il futuro di Arrivabene: o riuscirà ad ottenere un «risultato decente», scrive la testata di Roberto D'Agostino (almeno un ritorno sul podio da cui manca ormai da qualche gara), oppure è già stato deciso il suo esonero. Un segnale forte di cui il team ha bisogno proprio in questo momento, visto che dopo Spa il circus della Formula 1 si trasferirà in Italia, a Monza, a casa Ferrari. «Arrivabene – aggiunge poi Dago – chiederà una liquidazione milionaria e un indennizzo per la figuraccia rimediata come direttore della Rossa di Maranello»: una sorta di premio di consolazione.

Colpa degli uomini
Che, d'altra parte, proprio gli uomini che tengono le redini del Cavallino rampante ne siano il principale punto debole è una convinzione che ha maturato anche la maggior parte degli osservatori. Lo conferma Mark Webber, ex compagno di Sebastian Vettel negli anni dei titoli mondiali con la Red Bull: «Non c'è dubbio che Seb possa far crescere la Ferrari – commenta il pilota australiano, oggi nel Mondiale endurance con la Porsche, alla rivista tedesca Auto Bild – Ma ha bisogno delle persone giuste e non sono sicuro che il team le abbia al momento. Stanno recuperando sulla Mercedes ma non l'hanno ancora raggiunta e, anzi, ora anche la Red Bull è davanti a loro. Possono disputare qualche buona gara qui e là, ma la Mercedes di solito resta imbattibile. Sebastian e Kimi stanno facendo il possibile: proteggono molto la squadra di fronte alla stampa, ma dentro di loro sanno che devono migliorare. Tutti questi errori strategici e queste penalità possono essere frustranti, ma la loro esperienza li può aiutare».