26 settembre 2020
Aggiornato 17:00
Il pilota maiorchino pensa al futuro

Jorge Lorenzo, sconfitto (dalla Ducati) ma felice

Stavolta perdere non è dispiaciuto più di tanto a Por Fuera. Che, assistendo al ritorno alla vittoria della Desmosedici, ha avuto la certezza che la sua futura moto è potenzialmente vincente, grazie a Gigi Dall'Igna

ROMA – Quella di domenica in Austria è stata probabilmente la sconfitta meno dolorosa della carriera di Jorge Lorenzo. Per la prima volta, perdere non gli è poi dispiaciuto così tanto. Perché è vero che Por Fuera è arrivato solo terzo al traguardo, ma davanti a lui si sono piazzate le Ducati, ovvero le moto che il pilota maiorchino si ritroverà a guidare dal prossimo anno. E così il campione del mondo in carica ha potuto tirare un sospiro di sollievo: il primo successo della Rossa di Borgo Panigale da sei anni (e la prima doppietta da circa un decennio) gli hanno dato la certezza che anche nel 2017 avrà a disposizione un mezzo potenzialmente vincente. «Certo, avrei preferito vincere la gara, con Iannone e Dovizioso secondo e terzo – ha commentato Lorenzo domenica sera – Ma sono felice per loro, perché hanno lavorato davvero sodo».

I meriti di Gigi Dall'Igna
E il ritorno alla vittoria della Desmosedici, secondo Jorge Lorenzo, porta soprattutto la firma di un uomo: Gigi Dall'Igna. Ovvero l'attuale direttore generale di Ducati Corse, che però il cinque volte iridato conosce bene da tanti anni, avendo corso con lui prima alla Derbi e poi alla Aprilia, dove si aggiudicò due titoli mondiali consecutivi in classe 250 nel biennio 2006-2007. Proprio a quegli anni risale la grande ammirazione dello spagnolo per l'ingegnere italiano, che definì senza mezzi termini un «genio» quando annunciò il suo passaggio alla casa bolognese, convinto proprio dalle parole di quel boss che tanto stima. «La convinzione di Gigi è stata finalmente ripagata – aggiunge Lorenzo – Ciò che è riuscito a fare merita molti complimenti».

Un passaggio deciso con convinzione
Insomma, se nella testa di Jorge albergava ancora qualche dubbio residuo sulla bontà della sua scelta per il prossimo anno, da oggi può finalmente stare più tranquillo. «Alla fine, nulla è garantito, e la mia decisione di lasciare la Yamaha potrebbe rivelarsi giusta o sbagliata – mette le mani avanti il pilota iberico – Ma non ho deciso in cinque minuti. Ho visto il progresso della moto e conosco Gigi molto bene. È molto ostinato: quando si mette un'idea in testa, non si ferma finché non l'ha realizzata». E quest'idea si chiama titolo mondiale. Con Jorge Lorenzo in sella.