19 settembre 2019
Aggiornato 17:00

Via alla diaspora rossonera, è fuga dal Milan

Da Bonaventura a Bacca, passando per De Sciglio e Niang, sono in tanti i rossoneri che potrebbero lasciare Milanello. Senza dimenticare gli addii dei vari Balotelli, Menez, Alex, Mexes, Luiz Adriano e Boateng, per cui nessuno si strapperà i capelli.

MILANO - C’è un detto popolare che racconta: quando la nave affonda i topi scappano. Non ce ne vogliano i diretti interessati (sia i topi che i calciatori del Milan) per il riferimento azzardato, ma assistendo con un sottile velo di amarezza agli ultimi accadimenti a Milanello e dintorni è impossibile non subire il fascino di un tale richiamo. L’Ac Milan pare sempre più una società allo sbando, vittima dei folli proclami dei suoi dirigenti e delle assurde decisioni prese negli ultimi anni dall’ormai celebre coppia di illusionisti Berlusconi-Galliani. Illusionisti perché presidente e amministratore delegato per la parte sportiva hanno avuto l’ammirevole capacità di illudere - e poi fisiologicamente deludere - il popolo rossonero sempre più costernato.

Quanti addii a Milanello

Comprensibile che a respirare una tale mefitica atmosfera di smobilitazione, anche i principali protagonisti dell’ennesima stagione fallimentare del Milan, i calciatori, stiano preparando una sorta di diaspora che coinvolgerà una quantità industriale di rossoneri. È lecito supporre infatti che almeno metà dell’attuale rosa non farà più parte della compagnia il prossimo anno, ma mentre per molti di loro (i vari Balotelli, Menez, Alex, Mexes, Luiz Adriano, Boateng) nessuno si strapperà i capelli, altri lasceranno invece più di un cuore infranto tra i tifosi milanisti.

Bacca il capocannoniere

Il primo che potrebbe salutare è il capocannoniere di stagione, Carlos Bacca. Malgrado i 18 gol siglati in campionato, la sua seconda parte di stagione ha oscurato quanto di buono mostrato fino a gennaio. Così, quello che sembrava un autentico punto fermo per la prossima stagione, si è piano piano defilato tanto da finire sul mercato, in attesa del miglior offerente. Interpellato sull’argomento, il centravanti colombiano continua a mantenere una parvenza di legame con l’ambiente rossonero, ma nelle pieghe del discorso di intuisce che la parola addio sta per essere scritta: «Non so cosa succederà domani, io penso al presente, non al futuro, e mi concentro partita dopo partita». E tanto per sigillare in un unico concetto tutta la sua insoddisfazione per la stagione vissuta al Milan, ecco il commento di Bacca sulla prossima finale di Coppa Italia contro i campioni d’Italia: «Questo Milan non basta per affrontare la Juventus, serve lavorare di più e serve più qualità».

Jack senza più stimoli

Concetto simile a quello espresso da un altro grande protagonista (uno dei pochi in positivo) della stagione rossonera, Jack Bonaventura: «Sarebbe bello che il Milan tornasse tre le prime della classifica. Indossare questa maglia è qualcosa di speciale, in Italia ci sono pochi club con questa storia e questo blasone». Salvo poi lanciare la frecciatina che sembra seguire un canovaccio ben preciso, preparato da tutti i milanisti pronti a levare le tende: «Avere un progetto importante sarebbe uno stimolo a restare e dare ancora di più. Io però non voglio pensare al futuro ora». 

De Sciglio verso la Juve

Un po’ come Mattia De Sciglio il cui futuro pare sempre più lontano dal Milan. L’attuale tecnico della Juventus Massimiliano Allegri, l’uomo che l’ha lanciato nel calcio dei grandi, facendolo esordire a 20 anni e portandolo addirittura in Nazionale, sembra intenzionato a tentare il colpaccio per portarlo all’ombra della Mole. In caso di un’offerta di almeno 10 milioni o di una contropartita all’altezza (ad esempio l’attaccante Zaza), Galliani non si opporrebbe. Forse per questo il giovane terzino rossonero ha rispedito al mittente la domanda sul prossimo anno: «Futuro? Per il momento penso al presente al Milan».

Niang in Inghilterra

E per finire Niang. Pare che alcuni club della Premier League, si parla di Liverpool e Tottenham, saranno sabato sera all’Olimpico per seguirlo durante la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Il giovane attaccante francese forse è l’unico che resterebbe volentieri al Milan («Abbiamo il tempo per parlarne, ma ora per me la finale è la cosa più importante. Tanti giocatori sognano di giocare al Milan, per il momento io ci sono e sono felice»), ma anche per lui, in caso di offerte dai 15 milioni in su, la cessione sarebbe inevitabile. 

La diaspora rossonera è inevitabilmente iniziata.