18 novembre 2019
Aggiornato 23:00

Bonaventura e Niang: «Ecco come si batte la Juve»

Nel corso del Media Day, organizzato a Milanello, i due attaccanti rossoneri, probabili protagonisti di una staffetta contro la Juve, hanno parlato del momento della squadra, indicando ai compagni la strada da seguire: «Non dimentichiamo che noi siamo il Milan».

MILANO - In un momento così complicato per le sorti della squadra, probabilmente tutto avrebbero desiderato calciatori e staff tecnico del Milan, fuorché un media day. E invece, complice la Lega e l’imminente finale di Coppa Italia contro la Juventus (a proposito, oggi sarà il turno dei bianconeri), il martedì a Milanello è stato dedicato alla stampa. Le interviste ai protagonisti e le immagini arrivate dal campo d’allenamento hanno offerto complessivamente il quadro di una gruppo sereno, concentrato e pronto ad affrontare con fiducia un appuntamento delicato come quello che sabato sera allo stadio Olimpico potrebbe far volgere al bello la stagione rossonera nel complesso fallimentare.

In palio Europa e onore

Quanto questa immagine di armonia sia complessivamente distorta e decisamente distante dalla realtà lo dicono gli ultimi risultati dei rossoneri, così come gli spifferi su sfoghi veri o presunti provenienti dallo spogliatoio di Milanello. Da parte di tutto l’universo milanista però deve essere maturata la consapevolezza che questo, se ce n’è uno, è il momento di compattarsi e procedere tutti uniti per affrontare la corazzata juventina. In palio non c’è solo il prestigio di un trofeo come la Coppa Italia e l’accesso alla prossima edizione dell’Europa League, ma anche l’onore di un gruppo di ragazzotti fin qui spaesati ed immaturi.

«Noi siamo il Milan»

A richiamare all’ordine i compagni di squadra è stato l’attaccante francese Niang, al ritorno da un lunghissimo stop dopo l’inqualificabile incidente automobilistico che l’ha messo fuori gioco nel momento migliore della stagione. «Non dobbiamo mai dimenticare che siamo il Milan - le parole dell’ex Montpellier -. Abbiamo il dovere di cercare di vincere un trofeo dopo tanto tempo e per farlo dobbiamo dimenticare l'ultima partita con la Roma, non avere rimpianti e giocarcela con umiltà ma con la consapevolezza di poter vincere».

Staffetta con Jack

Il giovane attaccante classe ’94 è ancora comprensibilmente non al massimo della forma, così come Jack Bonaventura, anche lui al rientro dopo un fastidioso problema muscolare. Ed è per questo che il tecnico rossonero Brocchi ha messo a punto una sorta di staffetta tra i due, con l’esterno che partirà dal primo minuto e il francese pronto a subentrare nella ripresa. «Io sto bene - l’ammissione di Bonaventura - e ho recuperato completamente. Non ho avuto grossi problemi a trovare la condizione e sono pronto per giocare questa partita. La Juventus è una corazzata e per batterla dovremo fare una grande partita». 

Partita che vale un trofeo

Come si fa a sconfiggere l’invincibile armata guidata dall’ex Allegri è uno dei principali crucci per i rossoneri e Bonaventura ha provato a spiegarlo durante il Media Day: «Dovremo preparare la partita cercando di essere aggressivi. Loro hanno dimostrato di essere una delle squadre più forti non solo in Italia, ma anche in Europa. Ecco perché dovremo fare del nostro meglio per cercare di vincere. Noi siamo carichi e vogliamo vincere la partita più importante della stagione perchè durante l'anno si giocano tante sfide di livello, ma questa vale un trofeo. Abbiamo fatto un campionato al di sotto delle aspettative e questa finale può darci una gioia importante».

Si torna al 4-3-3

Per quanto riguarda le scelte di mister Brocchi, oggi i due difensori centrali Alex e Mexes, protagonisti di una prestazione indecorosa contro la Roma, hanno lavorato a parte e il candidato principale a fare coppia con Romagnoli sembra il colombiano Zapata. A centrocampo, accanto al rientrante Montolivo, potrebbe toccare a Poli e Josè Mauri, mentre lì davanti Honda e Bonaventura dovrebbero supportare Carlos Bacca nel nuovo 4-3-3 sperimentato da Brocchi dopo aver ripudiato il modulo con il trequartista. Berlusconi non ne sarà contento, ma un trofeo val bene un’arrabbiatura presidenziale.