13 dicembre 2019
Aggiornato 21:00

Milan: Brocchi, Montella o Giampaolo? Via al totoallenatore

Sono giorni caldi per il club di via Aldo Rossi sul fronte societario, ma si inizia a parlare sempre più insistentemente anche della nuova guida tecnica per la prossima stagione. Tramontata l’opzione Pellegrini, restano tre nomi italiani in corsa: l’attuale tecnico rossonero Brocchi, Montella e il favorito Giampaolo.

MILANO - La domanda che circola tra addetti ai lavori, appassionati di calcio e tifosi rossoneri è legittima: in caso di vittoria del Milan nella finale di Coppa Italia - invero piuttosto improbabile visto lo stato di forma della squadra - quale sarà il destino di Cristian Brocchi? Sarà lui a guidare Montolivo e compagni anche l’anno prossimo oppure toccherà a qualcun altro? Un dibattito che già appassiona.
Le opinioni sono discordi, c’è chi ritiene giusto che l’ex tecnico della Primavera sia confermato anche per la nuova stagione, chi invece pensa che anche in caso di improbabile successo rossonero Brocchi sarà costretto ad abdicare, specialmente se da qui alla fine di giugno la società di via Aldo Rossi sarà in mano più solide rispetto a quelle quelle tremolanti ed insicure di Silvio Berlusconi.

Berlusconi contro tutti
Perché una cosa è certa, se oggi l’ex centrocampista di Lazio, Fiorentina e Inter siede sulla panchina del Milan è solo per la volontà inoppugnabile dell’imperatore di Arcore e ancora presidente del club di via Aldo Rossi. È stato proprio Berlusconi ad impuntarsi, malgrado il parere negativo di Galliani e del fido guru Sacchi, licenziando così Sinisa Mihajlovic e promuovendo Brocchi alla guida della prima squadra. Ed infatti oggi l’unico a difendere l’operato del suo pupillo («Ci sono stati dei miglioramenti sul piano del giuoco») è proprio il patron rossonero, protagonista con quel messaggio video diffuso su Facebook venerdì sera di un tentativo ai confini del ridicolo di blandire il tifoso milanista grazie a teorie e congetture a dir poco imbarazzanti.

Sfumata la suggestione Pellegrini
Senza voler infierire a tutti i costi sull’operato di Silvio Berlusconi, resta aperta la corsa alla panchina rossonera per il prossimo anno. Negli ultimi giorni si è parlato di un interessamento del Milan per l’ingegnere cileno Manuel Pellegrini, protagonista della cavalcata del Manchester City fino alle semifinali di Champions League. Opzione che al momento ci sentiamo di escludere totalmente. 

Corsa tutta italiana
Più facile che il profilo del prossimo mister rossonero venga fuori da un tris di nomi tutti italiani, al centro di una discussione sempre più animata tra tecnici e opinionisti. C’è chi è disposto a puntare tutto sull’attuale tecnico del Milan investendolo di una grande responsabilità (Compagnoni su Sky: «Brocchi ha le potenzialità per diventare un eccellente allenatore»); chi invece vede in Montella l’uomo giusto per ripartire (Riccardo Gentile sempre da sky: «Il Milan potrebbe essere una possibilità intrigante, anche per il tipo di gioco che predilige»). E poi c’è perfino Adriano Galliani che, interpellato su Marco Giampaolo, apre una spiraglio che è quasi un portone: «È un bravissimo allenatore, dà identità di gioco e insegna calcio».

Giampaolo il favorito
Un’ipotesi, quest’ultima, che anche noi ci sentiamo di sottoscrivere. L’attuale allenatore dell’Empoli, a meno di clamorosi stravolgimenti societari in via Aldo Rossi, potrebbe davvero raccogliere l’eredità di Cristian Brocchi, difficilmente confermato dalla nuova dirigenza alla guida della prima squadra, a spese anche di Vincenzo Montella il quale però si consolerà in fretta con il ruolo di nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana.