16 ottobre 2021
Aggiornato 20:30
Calcio - Serie A

Milan, l'idea di Boban: «Maldini subito in società»

L’ex fantasista croato ha espresso tutto il suo malcontento per la piega presa dagli eventi in casa Milan. Berlusconi è il primo colpevole per non aver capito che il suo ciclo stava finendo, così come Galliani che paga per l’addio di Braida. E in mezzo c’è Brocchi, la cui unica colpa è non essersi reso conto che questa era un’impresa più grande di lui.

MILANO - Mentre Galliani assiste compiaciuto all’atto di contrizione di Balotelli per il deprecabile errore dal dischetto che ha condannato il Milan all’ennesimo passo falso di stagione (a proposito, c’è ancora qualcuno disposto a pensare che un calciatore come il 45 rossonero che non segna un gol su azione dall’anno del cucco meriti uno stipendio di 12 milioni lordi all’anno?), dall’altra parte della barricata c’è qualcuno che continua a lanciare significativi elementi di riflessione sulla crisi ormai irreversibile dell’Ac Milan. Parliamo di Zvonimir Boban, il cui nome - tra l’altro - è uscito fuori negli ultimi giorni per essere stato accostato al neo presidente della Fifa Infantino che vorrebbe l’ex fantasista croato come suo consigliere personale. In ottica Milan, davvero un enorme spreco di ingegno, professionalità, competenza e cultura sportiva.

Confusione totale
Ma tant’è, la realtà dei fatti vede un club sempre più allo sbando e Zorro Boban, che al Milan è sempre rimasto legatissimo, non perde occasione per tentare di rianimare il vecchio cuore rossonero con iniezioni di adrenalina sotto forma di parole durissime nei confronti dell’attuale dirigenza. Intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica "Radio Anch'io lo Sport" su Radio Uno, Boban non ha usato mezze misure per dipingere lo sfacelo che ormai accompagna i rossoneri da un lustro a questa parte: «Se alziamo lo sguardo sulla stagione complessiva vediamo come si stia consumando un  autentico dramma per un Milan mai così in basso da 30 anni a questa parte. La verità è che l'era di Berlusconi è finita da anni. È stato un presidente fantastico, ha insegnato a tutti come si organizza una società moderna. Ora purtroppo è tutto l’opposto, regna la confusione totale, con ruoli indefiniti, addirittura doppi. Si vedono tante cose non da Berlusconi. Avrebbe dovuto cambiare rotta da tempo, per proteggere la sua storia nel Milan, ma non l’ha fatto».

Simeone in panchina e Maldini in società
Per Zvonimir Boban la ricetta per risollevare il Milan c’è e non sarebbe neppure così complicato metterla in atto: «Innanzitutto io prenderei Diego Simeone, anche se, con Mihajlovic, un piccolo Simeone era già a Milanello. Lui punta tutto sull'ordine, anche con una certa aggressività, ma è l’unico modo per essere sempre al centro di ogni decisione. Solo così si può riprendere il filo di una logica che al momento manca completamente. Per quanto riguarda Galliani, lui è un dirigente straordinario, ma non ha la stessa abilità da manager calcistico. Da anni non ha più dalla sua la forza e l'appoggio, anche economico, di Berlusconi, ma nemmeno lui ha capito che avrebbe dovuto proteggere il proprio operato. Andato via Ariedo Braida, gli è mancata una spalla tecnica importante e al Milan tutto è collato. La soluzione è una, richiamare in società Paolo Maldini. Non vederlo nel Milan è peggio che assurdo». 

Povero Brocchi
Ultima nota a margine sulla squadra. Il neo allenatore Brocchi si è quasi detto soddisfatto per un pareggio interno contro il Frosinone, arrivato dopo una rimonta da 1-3, una cosa che Boban non ha proprio mandato giù: «Ditemi voi se con il Frosinone può essere considerato positivo pareggiare, peraltro grazie a due rigori strani, dopo essere stati sotto di due gol. Quella di Brocchi è una missione difficilissima, succede ad un allenatore che non stava facendo male, che con il 4-4-2 aveva trovato con una logica di gioco. L’ex tecnico della Primavera non avrebbe dovuto nemmeno accettare questo ruolo, però lo capisco. Ha pochissime colpe, solo di non aver capito che era una storia troppo grande per lui».