19 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
Così il Gran Premio negli Usa

Trionfo Marquez, disastro Rossi ad Austin

Il pilota della Honda si conferma padrone della pista texana vincendo per la quarta stagione di fila. Sul podio con lui Lorenzo e Iannone. Valentino cade al terzo giro dopo un inizio gara condizionato dai problemi alla frizione

Marc Marquez sul gradino più alto del podio di Austin
Marc Marquez sul gradino più alto del podio di Austin Michelin

AUSTIN – Doveva vincere e ha vinto: secondo successo consecutivo in questa stagione per Marc Marquez, il quarto in altrettante edizioni del Gran Premio in Texas. La gara non ha praticamente avuto storia: partito dalla pole position, il pilota della Honda ha presto preso il controllo del gruppo, inanellando quel ritmo inarrivabile cui ha ormai abituato gli avversari su questa pista e costruendosi un vantaggio sul primo degli inseguitori che al traguardo ha superato i sei secondi. Merito anche di un'ottima scelta di gomme: l'anteriore morbida gli ha permesso di spingere fin dai primi giri e, nonostante il decadimento giunto dopo dodici tornate, di amministrare il suo margine fino alla bandiera a scacchi: «Non è stata una gara facile, ma la morbida era l'opzione migliore per me – conferma – Sapevo che saremmo stati al limite, ma all'inizio della gara ho sfruttato tutto il potenziale per conquistare un buon vantaggio e sul finale la distanza si è rivelata sufficiente. Una bella notizia per tutto il team: nei test pre-campionato abbiamo faticato molto, ma ora finalmente siamo tornati».

Jorge Lorenzo e Andrea Iannone sul podio con Marquez
Jorge Lorenzo e Andrea Iannone sul podio con Marquez (Michelin)

Lorenzo troppo lento
La partenza migliore di tutti non è invece bastata a Jorge Lorenzo, che ha dovuto cedere la testa della corsa già alla prima curva a causa di un lungo, per impensierire il suo connazionale. Alla fine, il campione del mondo in carica si è dovuto accontentare del secondo posto: «Dopo l'incidente ad alta velocità di questa mattina nel warm up, la cosa più importante era finire la gara e portare a casa questi venti punti – ammette Por Fuera – È stato difficile convincermi di poter essere abbastanza competitivo da lottare per il podio, ma ho fatto un buon lavoro. Il problema era che non riuscivo a fermare la moto, per questo ho commesso tanti errori in staccata. Speravo di essere più veloce, ma oggi era impossibile: andavo sempre più lento, molto più del previsto, e non era il giorno giusto per lottare per la vittoria».

Rossi in testa alla partenza
Rossi in testa alla partenza (Michelin)

Anche i Rossi cadono
Ne sa qualcosa anche il suo compagno di squadra Valentino Rossi che, dopo aver tenuto il passo dei primi per qualche curva, è subito scivolato al sesto posto, per colpa di problemi alla frizione, fino alla caduta al terzo giro che ha messo fine alla sua gara: il primo ritiro del Dottore dal Gran Premio di Aragon 2014. «Il problema è che in partenza ho bruciato la frizione e quando davo gas slittavo tanto, per cui dovevo fare il rettilineo a metà gas – racconta il Dottore – Dopo i primi due giri ho provato a stare calmo e far raffreddare la frizione per recuperarla un po' e ci stavo riuscendo. Ma all'inizio del terzo giro, alla curva 2, ho fatto una linea un po' diversa, ho preso una buca e mi si è chiuso lo sterzo. Ho sbagliato e sono caduto. Peccato, andavo forte, stavo bene in staccata, ma queste sono gomme che non perdonano se sbagli. Con le Bridgestone non si cadeva mai, anche se andavi largo: quest'anno vincerà chi sarà più bravo ad adattarsi a queste gomme». Sfortunato anche l'altro italiano Andrea Dovizioso, che per la seconda gara di fila ha perso un potenziale podio per un errore altrui: stavolta a travolgerlo è stato Dani Pedrosa, alla curva 1, che poi si è scusato con lui nei box per averlo privato del terzo posto. A salire sul gradino basso è stato così il suo compagno di squadra Andrea Iannone.