16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00

Milan: Berlusconi, Mihajlovic e il toto-allenatore

Il Milan, sotto la guida caparbia del tecnico serbo, pare aver imboccato la strada giusta per una rincorsa ai primi posti della classifica, fino a poche settimane fa impensabile. Eppure il destino di Mihajlovic sembra segnato. Ed è già iniziato il toto allenatore: Conte, Emery, Donadoni e Di Francesco pronti a trasferirsi a Milanello.

MILANO - Antonio Conte, Unai Emery, Roberto Donadoni, Marcello Lippi, Eusebio Di Francesco, chi offre di più? Impazza il toto allenatore, e fin qui nulla di strano. La cosa scandalosa è che la squadra di cui si parla, quella al centro di spifferi, sussurri e indiscrezioni di mercato, è probabilmente quella più in forma del momento, quella che è maggiormente migliorata negli ultimi mesi e soprattutto quella con i più ampi margini di crescita. Sissignori, parliamo del Milan.

Milan, che numeri

Freschi di pareggio sul campo pressoché inviolabile del San Paolo di Napoli - dove finora avevano perso tutte, tranne Roma e Sampdoria miracolosamente graziate - i rossoneri si avviano a raggiungere traguardi insperati anche solo fino a due mesi fa. I numeri della crescita esponenziale milanista parlano chiaro, specie se messi in relazione con gli stessi numeri del girone d’andata, quando l’avventura di Sinisa Mihajlovic a Milanello era appena cominciata. Nelle prime sette giornate dei due gironi il Milan ha conquistato 15 punti adesso con­tro i 9 dell’andata; 13 gol fatti con­tro 8; 5 su­bi­ti con­tro 13; un quarto posto che inizia ad avere il profumo d’Europa con­tro l’11° di settembre; e so­prat­tut­to quella media punti da Champions League (2,14 con­tro 1,28) che balza immediatamente agli occhi.

Una bestemmia discutere Sinisa

Sembra una bestemmia calcistica eppure, malgrado il momento magico del Milan, c’è qualcuno che ha il coraggio di mettere in discussione l’operato del suo allenatore, Sinisa Mihajlovic. Il problema è che il qualcuno in questione è Silvio Berlusconi, patron plenipotenziario del club di via Aldo Rossi, al quale il tecnico serbo si è sgradevolmente messo sullo stomaco grazie ad un atteggiamento non proprio accondiscendente. 

Silvio e il potere sovrano

Che una cosa del genere possa rovinare l’ottimo lavoro svolto sul campo da Mihajlovic è oggetto di discussioni a 360°, ma tant’è, al Milan c’è solo una persona che ha il diritto di veto su tutto e tutti, vive ad Arcore e ha 30 anni di presidenza sulle spalle. È per questo che, a meno di miracoli di difficile realizzazione, l’anno prossimo a dirigere gli allenamenti a Milanello potrebbe essere qualcun altro. Con buona pace del popolo milanista che, dopo un inizio difficile, stava finalmente iniziando ad apprezzare i modi burberi e il cipiglio da condottiero di Sinisa il serbo, l’uomo delle rimonte impossibili.