7 dicembre 2019
Aggiornato 23:00

Ferrari SF16-H: la rossa del ritorno al futuro

Il bianco della livrea in stile anni '70 e le ultime innovazioni tecnologiche mutuate dalla concorrenza: questa è l'ultima nata del Cavallino rampante, frutto del lavoro dei tecnici di Maranello. Che punta dritta al Mondiale

MARANELLO – C'è un po' di tutto nella nuova monoposto che la Ferrari ha costruito per la stagione 2016, la SF16-H. C'è il passato, la tradizione: che torna sotto forma delle macchie bianche (sul cofano motore, sull'ala anteriore e davanti all'abitacolo) sulla consueta livrea rosso Maranello. Quel bianco che aveva accompagnato il Cavallino rampante negli anni '70, gli anni del debutto di Luca Cordero di Montezemolo ai box e dei Mondiali a ripetizione firmati Niki Lauda: oggi, ironia della sorte, presidente della squadra rivale per eccellenza. E c'è il futuro, la tecnologia: il lavoro dei progettisti che hanno completamente ribaltato il cuore tecnico della vettura rispetto al già soddisfacente modello dello scorso anno. Le modifiche, anche se meno evidenti del cambio di colori, sono significative: a partire dalla sospensione push-rod, dal musetto corto e dal retrotreno compatto, che negli ultimi anni tanti vantaggi hanno portato ai diretti avversari.

Lavoro senza sosta
Più di così, insomma, al reparto tecnico della Scuderia non si poteva davvero chiedere. «Abbiamo ingegneri di talento che hanno lavorato per migliaia di ore a questa vettura – racconta il direttore tecnico James Allison – Abbiamo fatto assolutamente il massimo per compiere un passo avanti, ma che sia importante, che ci porti a quella competitività necessaria per vincere. Ad oggi posso dirvi solo che l'amore, la cura, l'impegno e le conoscenze di cui disponiamo sono tutte dentro questa macchina. Se saranno sufficienti lo sapremo solo quando inizierà il Mondiale». O, almeno, da domenica, quando la SF16-H scenderà in pista per la prima volta, per un breve collaudo a Barcellona che preluderà all'inizio dei test collettivi il giorno dopo.

Speranze altissime
Allison, da buon uomo dei numeri, rifiuta di sbilanciarsi sulle potenzialità dell'ultima nata finché non avrà il sostegno dei risultati. La star Sebastian Vettel e il team principal Maurizio Arrivabene, uomini di sport, invece, sugli obiettivi della Ferrari per la stagione di corse che sta per cominciare non hanno dubbi: «Per me è naturale puntare più in alto – annuncia il pilota tedesco – L'anno scorso ho esordito con questo team ed è stata una stagione fantastica, ma ora naturalmente voglio di più. E siccome siamo arrivati secondi nel Mondiale costruttori, ci manca solo un gradino. Quello più difficile da compiere». Difficile sì, ma anche alla portata di una squadra come la rossa: «Da quando sono arrivato, più o meno di questi tempi dodici mesi fa, siamo migliorati in molte aree. Nel 2015 era difficile nutrire delle aspettative, ma ora abbiamo tutto l'inverno per prepararci e confido che ci presenteremo al via ancora più forti». Arrivabene, se possibile, appare ancora più deciso: «Non sono io a fissare gli obiettivi, è il mio capo – sorride il boss della squadra – L'anno scorso erano tre vittorie e le abbiamo ottenute, quest'anno dobbiamo fare di più: almeno, lottare per il campionato fino alla fine. Sappiamo che non sarà facile, i nostri concorrenti non dormono, ma noi daremo il massimo. Speriamo che questa sarà una macchina vincente. Anzi, che diventi un vero e proprio mito».