16 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Formula 1

Tutti i segreti della nuova Ferrari SF71H: rinnovata e migliorata

Su cosa hanno lavorato i tecnici di Maranello nello sviluppo della monoposto 2018: da un lato sono stati rafforzati i punti di forza, dall'altro risolti quelli deboli

MARANELLO – Quando cadono i veli dalla neonata Ferrari SF71H, nelle prime parole del team principal Maurizio Arrivabene prevalgono la commozione e l'orgoglio: «Quando si vede una nuova Ferrari è sempre un giorno speciale per il mondo dei motori – dichiara il boss durante la cerimonia di presentazione dell'ultima creatura del Cavallino rampante svolta oggi a Maranello – È un'emozione perché rappresentiamo l'Italia e perché questo è il risultato dello sforzo di tante persone che hanno lavorato a fondo. Quando guardo la macchina penso proprio ai ragazzi, al loro impegno: hanno costruito pezzo dopo pezzo questa monoposto con passione, impegno, portando avanti ricerca e sviluppo e preoccupandosi di ogni singolo dettaglio. E questo rende unico il nostro lavoro. Stiamo costruendo una Ferrari, è quello che ci siamo detti in questo inverno di duro lavoro in cui tutti hanno dato il massimo con una passione particolare: quest'auto è realizzata nella nostra fabbrica, in Italia, ed è un pezzo di eccellenza per il nostro Paese. Abbiamo iniziato a progettarla mesi prima della fine della stagione e tutti hanno lavorato in maniera incredibile».

Duplice sviluppo
Ma se la leggenda della Rossa è fatta anche di emozione, sarà però soprattutto la tecnica a decidere, ancora una volta, da che parte penderà l'ago della bilancia nello scontro tra la Ferrari e la sua rivale numero uno, la Mercedes campionessa in carica. Per riuscire nella sua impresa, riportare il Mondiale in Italia, il direttore tecnico Mattia Binotto ha sviluppato una nuova monoposto su due binari paralleli. Da una parte, rafforzando quegli aspetti che già nel 2017 le avevano consentito di lottare ad armi pari con le Frecce d'argento: a partire dalle forme estreme delle pance che hanno fatto scuola in questa stagione tra tutti i team rivali. Dall'altra, risolvendo i difetti più macroscopici della precedente monoposto: la scelta di fondo, infatti, è stata quella di allungare la macchina per migliorarne l'efficienza aerodinamica. «Il corpo vettura è più stretto, abbiamo cercato di mantenere i punti di forza della vettura precedente in modo che si potesse ottenere il massimo delle prestazioni, ma anche migliorare in quegli aspetti in cui dovevamo fare dei passi avanti – spiega il dt – Abbiamo infatti allungato il passo per essere più competitivi sulle piste più veloci, ma anche mantenuto l'elevato carico aerodinamico che si era visto nel 2017 su quelle lente». Quanto al motore, si tratterà di una diretta evoluzione dell'ultimo progetto, ma con un occhio particolare all'affidabilità, dopo i guai patiti la scorsa stagione e l'abbassamento del limite di propulsori concessi a soli tre all'anno.

Attesa per il debutto
Le prime prove in pista, fissate tra quattro giorni a Barcellona, che dodici mesi fa furono a sorpresa dominate proprio dalla Ferrari, ci diranno se gli ingegneri hanno svolto un buon lavoro. Per adesso, ai due piloti non resta che ammirare questa splendida creatura, nella sua livrea rossa fiammante, che taglia fuori quasi completamente il bianco visto negli ultimi modelli. «Ci si sta comodi, è una macchina molto bella da vedere e ora vogliamo solo andare in pista e provarla – commenta Sebastian Vettel – Qui vediamo solo alcune persone, ma ce ne sono tantissime dietro che hanno contribuito alla realizzazione di questa meraviglia e ora non aspettano altro che ascoltare noi piloti per sapere come si comporterà in pista questa vettura. La magia avviene all'interno: ogni singolo dettaglio è realizzato come una tessera del puzzle. È una vettura che segna davvero un passo avanti». L'obiettivo è solo uno ed è espresso con chiarezza: far meglio delle cinque vittorie raccolte nell'ultimo Mondiale. «Abbiamo sempre grandi aspettative, è stato svolto molto lavoro durante l'inverno e questo che vedete oggi ne è il risultato – prosegue il campione tedesco – È sempre difficile fare valutazioni ora, spero che confermeremo le nostre aspettative la prossima settimana, che sarà fondamentale, in occasione dei primi test al Montmelò. Messaggi ai rivali? Nessuno, non ho visto ancora le altre monoposto e dobbiamo aspettare la pista». Gli fa eco il suo compagno di squadra Kimi Raikkonen, laconico come di consueto, ma che con le sue pur poche parole ribadisce lo stesso concetto: «È sempre un onore essere qui, e c'è sempre tanta emozione dopo tutto il grande lavoro svolto, che in questo caso è terminato solo ieri notte. L'aspetto esteriore della vettura è diverso per via dell'halo ma non è poi una così grande differenza: ci si abitua, poi lo proveremo in pista e vedremo».