3 dicembre 2020
Aggiornato 02:00
Calcio | Milan

Berlusconi tuona: Mihajlovic ora basta

Il presidente rossonero sembra essere sempre più deluso dall’andamento lento del Milan e soprattutto preoccupato per l’evidente mancanza di affiatamento della squadra. Ovvio che sul banco degli imputati sia chiamato Mihajlovic, per lui la Coppa Italia può essere l’ultima ancora di salvezza.

MILANO - L’avevamo preannunciato senza bisogno di attendere il risultato di Milan-Verona: quell’abbraccio tra Silvio Berlusconi e Sinisa Mihajlovic, alla vigilia del match contro i gialloblu veneti, sembrava qualcosa di posticcio. Una sensazione evidente a distanza di chilometri. La frattura tra il proprietario dell’ex club più titolato al mondo è ormai fin troppo plateale e quei momenti pacificatori ad uso e consumo dei fotografi - e di Galliani che lavora per la tregua - non possono che avere un peso specifico inconsistente.
Ed infatti è bastato il risultato parzialmente negativo contro l’ultima in classifica, peraltro edulcorato da una sfilza di errori arbitrali clamorosi ai danni del Milan, per riportare a galla tutta la delusione mai sopita del numero uno rossonero nei confronti di un allenatore mal tollerato.

Bacca da solo ad esultare
Per Silvio Berlusconi il problema fondamentale è che il Milan sembra «una squadra poco affiatata». Così si sarebbe espresso il presidente onorario del club di via Aldo Rossi, come riferisce all'ANSA chi ha parlato con lui dopo il pareggio con il Verona.
Ed in effetti quella del patron milanista è una sensazione condivisa da molti tifosi, osservatori e addetti ai lavori dopo aver analizzato la reazione dei rossoneri al gol di Bacca, una segnatura preziosissima per i tre punti da conquistare a tutti i costi contro il Verona. Ebbene, la rete messa a segno dal colombiano non è stata festeggiata come ci si sarebbe dovuto aspettare: nessuno dei milanisti in campo (tranne De Sciglio che dopo qualche istante si è unito all’entusiasmo del bomber ex-Siviglia) è corso ad abbracciare il capocannoniere rossonero che infatti si è inginocchiato sotto la curva ed è rimasto da solo ad esultare. Non proprio l’immagine ideale di un gruppo unito, coeso e pronto a battagliare compatto per un obiettivo comune.

Berlusconi: nessun accenno agli arbitri
Sempre secondo l’Ansa, da parte del patron milanista non ci sarebbe stato alcun riferimento alla questione arbitrale, certificando in maniera inoppugnabile il distacco dalle prese di posizione di Mihajlovic al termine di Milan-Verona.
Impossibile non prendere atto del malumore del numero uno rossonero alla luce del campionato che la sua creatura sta portando avanti. Malgrado i quasi 90 milioni di euro spesi sul mercato (probabilmente troppi per il valore oggettivo dei calciatori acquistati, ma questo è un altro problema che ci riporta all’inadeguatezza di Adriano Galliani come uomo mercato), il rendimento non è cambiato affatto rispetto alla fallimentare stagione scorsa, quella targata Filippo Inzaghi.

Milan peggio dello scorso anno
Dopo 16 giornate i rossoneri hanno gli stessi punti del passato campionato (25), ma con una peggiore differenza reti (25 gol fatti e 19 subiti di dodici mesi fa contro i 20 fatti e 18 subiti di oggi). Se a questo aggiungiamo che il Milan di Mihajlovic ha perso tutti gli scontri diretti contro Fiorentina, Inter, Napoli e Juventus e che contro squadre di caratura nettamente inferiore come Carpi e Verona non è riuscito ad andare al di là di un modesto pareggio, il deprimente quadretto rossonero è completo.

Coppa Italia salva tutti
Ora c’è solo la Coppa Italia che potrebbe salvare la stagione del Milan e la panchina di Sinisa Mihajlovic. Giovedì sera a Marassi i rossoneri affronteranno i blucerchiati per gli ottavi di finale di Coppa Italia e non sono ammessi passi falsi. È vero che la pesante situazione economica in via Aldo Rossi (sono ancora a libro paga Seedorf e Inzaghi) esclude l’eventualità di un esonero per il tecnico serbo, ma la pazienza di Berlusconi - e di tutti i tifosi milanisti - ha un limite. E non manca molto per superarlo.