21 maggio 2022
Aggiornato 23:30
Domenica la prima di tre corse consecutive

Lorenzo favorito dalla pista, Valentino dalla testa

A Motegi Jorge ha vinto le ultime due edizioni del GP, ma si è appena infortunato alla spalla. Rossi, invece, non ci trionfa dal 2008, ma sta bene fisicamente e soprattutto mentalmente. Su una cosa, però, entrambi concordano: «Bisogna dare il massimo e non commettere errori»

MOTEGI – Tre, il numero perfetto. Tre come le gare consecutive (e decisive) tra l'Asia e il Pacifico che attendono i gladiatori della MotoGP a partire da questa domenica: Giappone, Australia e poi Malesia. Tre come i big pronti a contendersi la vittoria in questi Gran Premi: Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Tutti e tre hanno vissuto un avvicinamento alla trasferta orientale molto delicato, e tutti e tre per lo stesso motivo: gli incidenti. Marquez è caduto dalla mountain bike e si è rotto un dito, Lorenzo è scivolato dalla minimoto e si è infortunato una spalla, Valentino è finito per terra nell'ultimo test in MotoGP. Ma dei tre è quello che se l'è cavata meglio: «Non ho avuto conseguenze se non una piccola abrasione al braccio – racconta il Dottore – Sto bene e sono pronto per la tripletta». Situazione diversa per il suo compagno di squadra e rivale nella volata mondiale, Jorge Lorenzo, che invece ha riportato una distorsione ai legamenti: «Ho solo un po' di dolore alla spalla sinistra, ma sto bene – minimizza 'Por Fuera' – Correrò senza problemi a Motegi».

Vietato sbagliare
Le rispettive condizioni fisiche potrebbero dare un piccolo vantaggio al campione di Tavullia, insomma, ma la vera differenza la farà la lucidità mentale dei duellanti. Con la vittoria in Aragona, Lorenzo ha dimezzato il suo distacco dalla vetta della classifica, che ora ammonta a soli 14 punti quando a disposizione ne rimangono ancora ben 100. L'imperativo, dunque, per entrambi è quello di sfruttare ogni occasione e non cederne all'avversario, avvicinarsi quanto più possibile al limite fisico proprio e del mezzo, ma senza mai superarlo, perché ogni minimo errore rischia di pesare come un macigno: «Devo dare il massimo – insiste senza mezzi termini Rossi – I 14 punti che ci separano possono sembrare tanti, ma sono pochi. Fino a questo punto ho dimostrato di essere competitivo, e nelle prossime tre gare consecutive sarà importante non commettere errori, ma allo stesso tempo assicurarsi di ottenere il miglior risultato possibile. Io mi sento bene».

Circuito amico dello spagnolo
Eppure, per quanto fare previsioni stia diventando un'impresa sempre più impossibile, almeno sulla carta la pista di Motegi sembrerebbe favorire proprio Lorenzo. In Giappone ha vinto le ultime due edizioni del GP, mentre Vale non ci sale sul gradino più alto del podio dal lontano 2008: «La pista mi piace: qui ho disputato belle gare in passato e anche l'anno scorso mi comportai bene, ma Jorge fu più forte di me e vinse», ammette il nove volte iridato. «Conservo degli ottimi ricordi, specialmente dagli ultimi due anni – conferma Jorge – Motegi è una tipica pista a stop&go e, anche se alcuni miei rivali potrebbero adattarvisi meglio, per qualche ragione sono stato in grado di ottenere grandi prestazioni in passato. Quest'anno ho voglia di un'altra bella battaglia, come le altre che abbiamo vissuto in questa incredibile ultima parte della stagione. D'ora in poi servirà tutta la mia concentrazione, per mantenere il buon momento e cercare di vincere il titolo». La parola alla pista.