7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Mercedes, torna la maledizione delle gomme

Domenica nel Gran Premio di Russia rivedremo in pista le gomme super-morbide che avevano mandato in crisi le frecce d'argento a Singapore. E, sull'asfalto di Sochi così difficile da interpretare, il rischio è dietro l'angolo per i campioni del mondo

ROMA – Se c'è una sola crepa nella corazzata altrimenti inaffondabile della Mercedes, questa riguarda sicuramente le gomme. E, in particolare, le mescole più soffici della gamma Pirelli: quelle che già il mese scorso, a Singapore, avevano fatto precipitare le frecce d'argento in un autentico incubo. Gli pneumatici che inspiegabilmente non funzionavano più sulla monoposto tedesca, gli ingegneri ad una spasmodica quanto inutile ricerca della soluzione del misterioso problema, e la Ferrari che intanto se la rideva dominando la gara con Sebastian Vettel.

Riecco quei maledetti pneumatici
Per scoprire se questo inedito copione si ripeterà anche nel prossimo Gran Premio in Russia, ovviamente, dovremo attendere questo fine settimana. Quel che è già certo, però, è che per la gara di domenica a Sochi la Pirelli ha scelto le stesse gomme morbide e super-morbide che avevano mandato in crisi la Mercedes a Singapore. E, dunque, un po' di comprensibile preoccupazione tra i tecnici teutonici si respira già. Ancor più se si considerano le particolari caratteristiche della pista russa, dove l'anno scorso, al debutto nel Mondiale di Formula 1, le scuderie trovarono un asfalto nuovo di pacca e con talmente poca aderenza da consentire a Nico Rosberg di arrivare quasi fino al traguardo con un solo treno di pneumatici. Ottimo per la durata, insomma, molto meno per le prestazioni.

Le consapevolezze dei tecnici
Il direttore esecutivo della Mercedes, Paddy Lowe, è dunque già in allerta: «Questo fu un Gran Premio complicato l'anno scorso, con un nuovo circuito da imparare e un asfalto fresco che produsse un comportamento delle gomme piuttosto insolito – rivela l'ingegnere britannico – Quest'anno ci ritroviamo in gioco gomme ancora più morbide: probabilmente la decisione è stata dovuta al fatto che Nico un anno fa disputò quasi l'intera gara con un unico treno di gomme. E, dopo dodici mesi, la superficie del circuito si sarà stabilizzata diversamente, perciò dobbiamo assicurarci di avere coperto tutte le eventualità possibili». Esattamente il contrario di ciò che si augura la Ferrari.

Rosberg non si arrende
Questo sarà un Gran Premio cruciale anche per Nico Rosberg. Che non si sente pronto ad ammettere la superiorità del suo compagno-rivale Lewis Hamilton nel Mondiale, anche se le occasioni di ribaltone per lui cominciano a ridursi sempre più: «Una volta tornato dal Giappone – ha raccontato – mi sono potuto concentrare sui lati positivi del mio weekend a Suzuka: la pole position, il sorpasso in pista su Bottas e quello ai box su Vettel. Non voglio cedere nella mia lotta per il titolo e il modo in cui ho recuperato quelle posizioni, diretto e corretto, lo ha dimostrato. Mancano cinque gare e, anche se il distacco in campionato è piuttosto ampio, nella mia testa decisamente non è ancora finita. Le prestazioni dell'intero team quest'anno, dall'officina al garage, sono state semplicemente incredibili e ho la macchina che mi serve per tornare sul gradino più alto».