12 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Rossoneri umiliati e offesi, è tracollo Milan

Impietoso il confronto tra Mihajlovic e Sarri, protagonisti di uno sliding doors che ha cambiato la storia di Milan e Napoli

Rossoneri umiliati e offesi, è tracollo Milan
Rossoneri umiliati e offesi, è tracollo Milan ANSA

MILANO - Nei giorni scorsi, invocando un pronto e immediato cambio di passo, scrivevamo ottimisti che alternando vittorie risicate a dolorose sconfitte non si va da nessuna parte. Evidentemente il messaggio deve essere arrivato distorto perché il nuovo Milan targato Mihajlovic ha pensato bene di dare una svolta alla stagione iniziando ad accumulare battute d’arresto nemmeno fossero preziosi trofei di caccia. La scoppola rumorosa e straziante rimediata dal Napoli fa male, non tanto perché allontana i rossoneri 9 punti dalla vetta dopo appena 7 giornate, di fatto tagliando il Milan fuori dai giochi scudetto già ai primi di ottobre, ma per le modalità con le quali la batosta è arrivata.

Milan schiacciato da un evidente complesso d’inferiorità
In tutti i novanta minuti, zero pericoli creati per la difesa guidata da Pepe Reina e una generale sensazione di impotenza manifestata dai rossoneri fin dal momento dell’ingresso in campo delle squadre. È come se il Milan si fosse presentato all’appuntamento più delicato della stagione completamente privo di fiducia in sé stesso ed infatti alla prima difficoltà, il bellissimo gol di Allan nato - ma guarda - dalla solita oltraggiosa sciocchezza commessa dal colombiano Zapata, la squadra si è sciolta come neve al sole. Evidenziando un complesso d’inferiorità, pesante eredità delle ultime angoscianti e deprimenti stagioni, inaccettabile però per una squadra blasonata e ricca di storia come il Milan.

Rossoneri incapaci di reagire alle difficoltà
A destare un gravoso ed opprimente senso di inquietudine nei tifosi del Milan è infatti la consapevolezza che mai, nemmeno sullo 0-1 con cui si è chiuso il primo tempo, si è avuta la sensazione che la squadra di Mihajlovic avesse dentro di sé la forza, la carica e l’energia per evitare una mortificante sconfitta come quella incassata domenica sera a San Siro contro il Napoli.
E questo rende tutto più complicato a Milanello, ancora più delle 4 sconfitte in 7 giornate di campionato, dei 13 gol subiti, della differenza reti che oggi recita -5, dell’ormai quasi irrecuperabile distacco dalle prime, dell’undicesimo posto in classifica, dell’incomprensibile nostalgia di Filippo Inzaghi, della preoccupante sequela di nefandezze commesse dai calciatori rossoneri e potremmo continuare ancora a lungo.

Sarri batte Sinisa 4-0
Tutto questo al cospetto del Napoli di Higuain e Insigne, i veri gemelli del gol della serata (altro che gli evanescenti Bacca e Luiz Adriano), di Allan, acquisto geniale del diesse napoletano Giuntoli (pagato poco più della metà di Bertolacci), di Albiol e Coulibaly, bollati come incapaci la scorsa stagione e invece rigenerati dalla nuova guida tecnica, ma soprattutto di Maurizio Sarri, il nuovo allenatore partenopeo. Si proprio quel Sarri indicato come possibile nuovo mister rossonero e poi invece bocciato da Silvio Berlusconi per il suo atteggiamento ruspante e un po naif, la sigaretta sempre in bocca, la tuta anziché la divisa d’ordinanza indossata in panchina durante le partite ufficiali e soprattutto intollerabili idee sinistrorse per la testa.

MIhajlovic: Allenare la testa è più difficile
Ora, per fortuna o per disgrazia, arriva la sosta dedicata alle nazionali che garantirà a Sinica Mihajlovic tanto tempo per riflettere sugli errori suoi e della squadra. L’augurio è che l’uragano azzurro abbattutosi ieri su San Siro abbia avuto il potere di risvegliare il Milan dall’inquietante torpore che ormai avvolge Milanello come una nebbia nefasta. Era stato profetico il tecnico serbo alla vigilia del match contro il Napoli: «Allenare la testa è come allenare il fisico, solo che è più difficile». A questo punto non resta da capire se lui sia in grado di farlo e gestire con successo un compito tanto gravoso quanto impegnativo.