18 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Promossi e bocciati a Suzuka

Le pagelle: Hamilton, un Gran Premio da lode

Il massimo dei voti al campione del mondo in carica, che non si limita ai calcoli iridati, ma torna alla vittoria con un sorpasso aggressivo e famelico sul suo compagno di squadra Nico Rosberg. Che invece convince molto meno...

SUZUKA – Suzuka, una pista vecchio stile, uno dei circuiti più spettacolari e amati dai piloti di tutto il calendario, regala al circus della Formula 1 un altro Gran Premio ricco di spunti. Con il ritorno al vertice della Mercedes e di Lewis Hamilton, una Ferrari che regge bene alle sue spalle, e il consueto carico di rimonte e crisi di nervi. Riassumiamo i momenti chiave e i protagonisti del weekend di gara nelle pagelle del DiariodelWeb.it.

LEWIS HAMILTON – voto 10 e lode. Il ritorno suo e della Mercedes nelle posizioni loro abituali era francamente preventivabile. A fare la differenza, però, è stato soprattutto il modo. Il campione del mondo in carica, la vittoria, se l'è letteralmente presa. Dopo due sole curve dalla partenza, ha aggredito Nico Rosberg e gli ha strappato il comando della gara, come un predatore fa con la preda. Con grinta, rabbia e fame agonistica: quelle che non ci si aspetterebbe da un capolista iridato a cinque gare dal termine dell'anno, quando in teoria sarebbe giunto il momento di fare i calcoli. Questo è l'Hamilton che ci piace. E che non sfigura nel confronto con Ayrton Senna, oggi pareggiato a quota 41 vittorie in carriera, in attesa di equipararlo anche nel conteggio dei Mondiali, tre, a fine stagione.

NICO ROSBERG – voto 8. Bravo a trarre il massimo da una complicata sessione di qualifica, conclusa anzitempo per bandiera rossa, e a rubare il secondo posto a Sebastian Vettel con un'abile mossa strategica, l'anticipo del secondo pit stop, e con un conseguente giro perfetto all'uscita dai box. Questo gli vale il voto alto. Ma dal confronto con il compagno-rivale esce distrutto. E il titolo ormai può solo sognarlo.

SEBASTIAN VETTEL – voto 7,5. La Mercedes tornata imprendibile e la sua Ferrari tornata umana non gli consentivano realisticamente di ambire a nulla di meglio di questo terzo posto. Resta però la chance della piazza d'onore, apertasi per la partenza da dimenticare di Rosberg, e non sfruttata per via di un calcolo sbagliato nella strategia dei box. Occasioni del genere non si possono buttare via, quando contro ti ritrovi una corazzata come le frecce d'argento.

FERNANDO ALONSO – voto 3. Proprio in casa della Honda, insulta il suo motorista in mondovisione, urlando via radio: «Motore da GP2». Avrà anche tutti i motivi per lamentarsi di un propulsore che quest'anno gli ha riservato solo guai. Ma un professionista strapagato non può permettersi queste dichiarazioni pubbliche contro il suo datore di lavoro. Specialmente se attorno a sé ha una squadra demotivata e che avrebbe bisogno di sostegno, invece che di mazzate. Non è la prima volta in cui Alonso si comporta così quando le cose cominciano a girare per il verso sbagliato: lo fece in Renault e lo ha fatto più recentemente anche in Ferrari, finendo per sbriciolare il morale di un team che solo oggi si sta ritrovando. Un vero campione deve sapere anche fare da scudo ai suoi uomini, non comportarsi da ragazzino viziato a cui si è rotto il giocattolo.

NICO HULKENBERG E MAX VERSTAPPEN – voto 9. Mettiamo insieme sotto un unico voto positivo le due rimonte più belle della gara: il primo, partito tredicesimo, ha chiuso sesto; il secondo nono con un sorpasso finale sul compagno di squadra Carlos Sainz Jr. E per il giovane Max questi recuperi entusiasmanti stanno diventando una bella abitudine...