23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Calcio | Derby Milan-Inter

Luiz Adriano e quel precedente che fa paura

Il centravanti brasiliano è indubbiamente una delle note più liete di questo inizio di stagione in chiaroscuro del Milan. Ma preoccupa il precedente della maglia numero 9 e del primo gol segnato in rossonero all’Empoli. Prima di lui era toccato recentemente a Fernando Torres e Destro: la loro carriera a Milanello è durata appena 6 mesi.

MILANO - Il suo arrivo al Milan è stato probabilmente il meno reclamizzato della roboante estate spendacciona di Galliani. Prima di lui era stato il compagno di reparto Carlos Bacca a monopolizzare l’attenzione degli organi di informazione e dei tifosi grazie soprattutto ai 30 milioni versati al Siviglia per pagare la clausola rescissoria e portarlo a Milanello. Luiz Adriano invece no, lui è costato poco più di una mancia, la «miseria» di 8 milioni, meno della metà di Bertolacci. Probabile che anche per questo il suo acquisto non abbia stuzzicato fin dall’inizio la fantasia del popolo milanista.

Miglior marcatore della storia dello Shakhtar
E poi le sue credenziali. Nei 10 anni con la maglia dello Shakhtar Donetsk, praticamente una vita per un ragazzo sbalzato a 19 anni dal tepore brasiliano al gelo dell’Ucraina, Luiz Adriano ha messo a segno 128 gol in 266 partite. Numeri che ne hanno fatto il marcatore più prolifico della storia del club, ma non proprio una media da bomber implacabile, tenuto conto della competitività del campionato dove ha giocato a lungo. Ed anche i 9 gol realizzati nella scorsa edizione della Champions League, exploit che lo ha spinto sotto i riflettori europei stimolando la momentanea ingordigia di molti club del vecchio continente, sono arrivati quasi tutti in due partite, ben 8 (5 all’andata, 3 al ritorno) realizzati ai malcapitati bielorussi del Bate Borisov, seppelliti sotto una valanga di reti dallo Shakhtar di Lucescu.

In estate rifiutato il trasferimento a Dubai
Parlavamo di momentanea ingordigia perché quando poi Luiz Adriano è finito sul mercato, all’inizio dell’estate appena conclusa, il club ucraino non ha trovato nulla di meglio che cederlo all’Al-Ahli, club di Dubai. Una destinazione non sufficientemente ambiziosa per un attaccante classe ’87, con ancora tante cose da dire nel calcio che conta. Ed infatti il brasiliano, nemmeno fosse un concorrente di Affari Tuoi, ha rifiutato l’offerta ed è andato avanti, consapevole che dietro l’angolo c’era Adriano Galliani ad aspettarlo con una lusinghiera proposta per trasferirsi al Milan.

Al Milan scelto il numero 9
La storia recente racconta di un ragazzo arrivato a Milanello in punta di piedi e subito entrato nei cuori dei tifosi. Un po’ per quel sorriso accattivante che sfoggia dopo ogni gol segnato, un po’ perché al Milan si sentiva oggettivamente la mancanza di un centravanti vero, uno capace di scegliere con sana arroganza il numero 9 e segnare un gol di testa su calcio d’angolo con uno stacco imperioso da bomber di razza come quello segnato alla sua prima in campionato a San Siro contro l’Empoli.
Una rete bellissima e importantissima che, da un lato ha regalato i 3 punti al Milan, dall’altro però ha fatto scorrere un brivido gelido nella schiena dei tifosi rossoneri. Perché la recente storia rossonera racconta che prima di lui altri due illustri centravanti rossoneri hanno avuto un inizio simile e la fine non è stata quella tanto attesa.

Prima Torres, primo gol rossonero all’Empoli
Prima c’è stato Fernando Torres, arrivato al Milan grazie ad un regalo del Chelsea alla fine della campagna acquisti la scorsa estate. Accompagnato dai lusinghieri proclami di chi voleva far passato l’operazione-Torres come un geniale colpo di mercato, lo spagnolo ha provato subito a ravvivare il fuoco dei tifosi rossoneri che lo aspettavano nemmeno fosse il messia. Così, dopo un primo infortunio, ecco la trasferta di Empoli e un gol di testa strepitoso del numero 9 milanista che ha fatto gridare al miracolo. Dopo di quello il nulla. E infatti a gennaio l’ex Niño ha fatto i bagagli per tornare in Spagna, nel catino rassicurante del Vicente Calderon, tempio dell’Atletico Madrid, dove non ha ricominciato a fare gol a raffica, ma almeno è di nuovo a casa sua.

Poi Destro, anche lui subito in gol contro i toscani
Al suo posto è arrivato Mattia Destro, anche lui scortato dalle fervide speranze dei tifosi milanisti, a quel punto pressochè disperati. Anche all’attaccante marchigiano è toccata la maglia numero 9 e un importantissimo primo gol in rossonero all’Empoli. E anche lui è durato appena 6 mesi al Milan.
Che si tratti di una sorta di maledizione?
Luiz Adriano è lì a fare scongiuri e come lui tutti i milioni di appassionati fans del diavolo alla disperata ricerca di un bomber da adorare a lungo. La prova del 9 potrebbe arrivare già domenica: c’è il derby che incombe e un gol ai nerazzurri basterebbe per spazzare via d’incanto tutte le inquietudini del popolo milanista. «Sono molto cu­rio­so ed emo­zio­na­to per do­me­ni­ca - le parole di Luiz Adriano - ma non chie­de­te­mi pro­no­sti­ci sul derby. Non me la sento…». Giusto così, meglio una risposta dal campo.