26 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Conclusa l'indagine

Pirelli risolve il giallo della gomma di Vettel

Nessun cedimento strutturale: lo pneumatico del ferrarista in Belgio è esploso per una serie di motivi che vanno dal circuito sporco ai detriti alla strategia al limite. Il tedesco è soddisfatto dell'inchiesta, ma ammonisce: «Occhio alla sicurezza»

MONZA – Due settimane di polemiche, ipotesi, indiscrezioni si sono concluse ieri a Monza, dove la Pirelli ha finalmente presentato i risultati della sua indagine sull’esplosione della gomma di Sebastian Vettel durante il Gran Premio del Belgio. I motivi di questo spettacolare quanto pericoloso incidente? Una serie di fattori che vanno dalle condizioni del circuito (che lo stesso gommista milanese aveva richiesto fosse pulito dopo le qualifiche del sabato, alla luce degli oltre 63 tagli riscontrati sugli pneumatici di vari piloti) alla rischiosa strategia della Ferrari (che aveva prolungato al massimo la durata del suo treno di gomme, al punto che lo spessore del battistrada si era ridotto al 30% al momento dello scoppio). Ma decisivo è stato un detrito di carbonio che ha dato il colpo di grazia alla gomma, facendola collassare. Nessun cedimento strutturale, dunque, di cui possa essere incolpato il fornitore degli pneumatici.

La guerra è finita
Per giungere a queste conclusioni, i tecnici di Milano hanno esaminato le loro gomme in varie condizioni: sezionando quelle usate a Spa-Francorchamps, analizzandole al microscopio e provandole al banco sulla durata di gara. Come a voler rassicurare non solo i tifosi, ma anche gli stessi piloti, che un episodio così grave non è stato preso sotto gamba. Soddisfatto della reazione della Pirelli, infatti, si è detto lo stesso Sebastian Vettel, che con le sue dichiarazioni al vetriolo subito dopo la conclusione anticipata della sua gara aveva scatenato il caso: «Penso che la cosa più importante – ha commentato ieri il ferrarista durante la conferenza stampa ufficiale – è che il problema che abbiamo avuto sia stato considerato con grande chiarezza e la Pirelli ci ha dimostrato sostegno e apertura al dialogo. Il modo in cui è stato gestito è stato molto professionale e serio».

Non abbassare la guardia
Ma anche stavolta c’è un però, che Vettel non ha mancato di segnalare. L’esclusione di problemi strutturali sulle gomme non deve diventare un colpo di spugna. Ovvero, non deve far passare in secondo piano gli altri fattori di rischio potenziale emersi dall’inchiesta: dai circuiti sporchi alle strategie troppo pericolose. Sembra giunto il momento per un intervento puntuale della Federazione internazionale dell’automobile sui regolamenti: «Un’esplosione improvvisa a quella velocità resta inaccettabile – ribadisce Vettel – Ci saranno dei cambiamenti a breve termine, per esempio sulla pressione delle gomme. Poi, a lungo termine, ovviamente bisognerà capire nel profondo ciò che è accaduto. Già un paio di anni fa si era verificata una situazione inaccettabile e ci furono cambiamenti immediati. Quella della sicurezza è una strada a senso unico: bisogna continuare a fare progressi concreti, come è avvenuto negli ultimi decenni. Questo è più importante di qualsiasi comunicato stampa».

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