19 agosto 2019
Aggiornato 08:30

«Il merito del rilancio Ferrari? È dell'era Montezemolo»

Lo sfogo di Nikolas Tombazis, ex capo progettista di Maranello licenziato alla fine dello scorso anno: «La SF15-T vincente l'ho disegnata io. Arrivabene avrebbe dovuto confermare me e pure Fernando Alonso»

MARANELLO – La rinascita della Ferrari è merito della nuova dirigenza, dal presidente Sergio Marchionne al team principal Maurizio Arrivabene al direttore tecnico James Allison? Macché. Al contrario, è il risultato dell’onda lunga degli sforzi e degli investimenti del vecchio regime, targato Luca di Montezemolo, Stefano Domenicali e Nikolas Tombazis. A sostenerlo è proprio quest’ultimo, l’ingegnere greco per quattordici anni capo progettista della rossa, licenziato alla fine dell’anno scorso dal nuovo numero uno della gestione sportiva. Tombazis ha parlato per la prima volta in una lunga intervista al Corriere della Sera, ora che è scaduto il vincolo di riservatezza legato al suo contratto con Maranello, prendendosi buona parte dei meriti del ritorno alla vittoria della squadra in questa stagione. Meriti che condivide al massimo con il resto dello staff tecnico (a partire dall’allora capo ingegnere Pat Fry) e con la galleria del vento aggiornata che la Scuderia ha ora a disposizione: «Non mi aspettavo di essere licenziato, per due motivi – confessa – Non respingo le responsabilità, ma sulla macchina del 2014, visto come era stato organizzato il team, ho lavorato molto meno rispetto ad altre. Il secondo: l’auto per il 2015 era la prima, dopo quella del 2008, sulla quale ho messo le mani per tempo. Ed è anche la prima che ha sfruttato una galleria del vento aggiornata. Non avremmo raggiunto la Mercedes, come ben si vede, però saremmo migliorati. Ma il mio stato d’animo non era condiviso da chi era giunto poco prima a Maranello».

Anche Alonso da confermare
Aggiunge il progettista ellenico: «La Ferrari avrebbe potuto mandarmi via in altri momenti; farlo ora, mi è parso illogico. Capro espiatorio? Un po’ sì. Bruschi? Formali: mi sarei aspettato un trattamento diverso, anche nel congedo. Mi è dispiaciuto per Stefano e pure per Montezemolo: mi hanno sempre dato fiducia ed è stato uno shock non averli più vicino. Ognuno di noi ha commesso errori, ma il rilancio del 2015 è partito un anno prima e con lo staff dell’epoca». Dunque il suo successore Allison non ha davvero alcun merito? Uno sì, Tombazis glielo concede: «Mi ha messo nelle condizioni, in tempi adeguati, di lavorare sull’auto del 2015. Mi dispiace che a dicembre non abbia avuto la pazienza di attendere i risultati». Non è finita: secondo lui, infatti, la nuova dirigenza ha sbagliato anche le scelte sui piloti. Al posto dell’attuale Sebastian Vettel, avrebbe dovuto confermare Fernando Alonso: «Ho un cruccio: non gli abbiamo mai dato un’auto vincente. È stato a lungo il pilota migliore e forse lo è ancora. Pian piano gli è montata la sfiducia: ci sta. Ma se la macchina era al massimo da quinto posto, Fernando arrivava quarto. Secondo la mia visione romantica, la Ferrari avrebbe fatto bene a tenere lui e... me». Come a dire che la Ferrari non avrebbe dovuto cambiare proprio nulla, nella vecchia era andava tutto bene. E pazienza se erano sei anni che il team non arrivava nemmeno vicino al titolo mondiale.