18 novembre 2019
Aggiornato 23:30

Ibra, no allo United: in testa solo il Milan

Secondo una clamorosa indiscrezione trapelata oggi, l’attaccante svedese avrebbe rispedito al mittente le sontuose offerte del Galatasaray e addirittura del Manchester United. Appare ormai chiaro che per Ibrahimovic esista solo un’opzione, il ritorno in rossonero. Situazione analoga a quella del difensore Romagnoli, con la testa già al Milan.

MILANO - Quanto è mancata al calcio italiano quell’espressione burbera con cui Zlatan Ibrahimovic è solito rivolgersi a chi ha l’ardire di rivolgergli la parola con un microfono in mano. Ne sa qualcosa l’incauto collega, freddato l’altro giorno dallo svedese con la frase tagliente che ormai è diventato un cult dell’estate di mercato: «Il mio futuro è nella mani di Mino Raiola».
Non c’è giornalista, bordocampista, opinionista, telecronista che non si sia misurato almeno una volta con i modi di fare ruvidi e spigolosi del gigante di Malmoe, atteggiamenti che, oltre a tutte le meraviglie regalate sui campi da gioco, hanno contribuito a mitizzare ancor più una figura ormai leggendaria della recente storia del calcio mondiale.

La rottura di Ibra con il calcio francese
Il fatto che Zlatan Ibrahimovic possa tornare a dispensare football nel nostro campionato rientra nella categoria delle cose impensabili almeno fino a qualche mese fa, quando lo svedese faceva faville con la maglia del Paris Saint Germain e invece il Milan sprofondava sempre più nelle paludi melmose della classifica di serie A.
Da allora molte cose sono cambiate. Innanzitutto il feeling tra Ibra e il calcio transalpino, bruscamente incrinato dopo quello sfogo in mondovisione che ha fatto il giro del pianeta: «Sono quindici anni che gioco a calcio. Non ho mai visto un arbitro così mediocre in questo paese di merda!». Era il 15 marzo ed è comprensibile che da allora tutti gli organi di informazione francesi abbiano messo l’attaccante nel mirino, pronti a scagliarsi contro di lui ad ogni buona occasione.

Il nuovo Milan è pronto a riaccogliere Ibra
Parallelamente sono cambiate - e tanto - le vicende in casa Milan. Silvio Berlusconi ha individuato un partner finanziario importante nel consorzio cino-tailandese guidato dall’uomo d’affari Bee Taechaubol e, con una ritrovata solidità economica, anche l’ex club più titolato al mondo ha ritrovato in un lampo credibilità, entusiasmo e voglia di ritornare a dominare nel calcio che conta.
In uno scenario del genere, ancora indispettito per essere stato ceduto 3 anni fa a causa di esigenze di bilancio, ovvio che Zlatan Ibrahimovic abbia da subito dato tutta la propria disponibilità ad un ritorno a casa, accettando una notevole decurtazione dell’ingaggio pur di riportare la famiglia nell’amata Milano. 

Ibra, no a United e Galatasaray
A sostegno di questa affascinante teoria, ecco la notizia del giorno: il totem svedese avrebbe rifiutato due principesche offerte di contratto da parte di Manchester United e Galatasaray.
Nella testa di Ibra la decisione è presa: il futuro è solo al Milan e ormai anche al Paris Saint Germain l’hanno capito bene. Perché l’operazione si chiuda positivamente si attende solo che il club parigino porti sotto la Tour Eiffel un sostituto all’altezza. Le cronache di mercato raccontano che il Psg abbia ulteriormente alzato l’asticella per Alexandre Lacazette, nazionale francese classe ’91, valutato quasi 40 milioni di euro, facendo vacillare pericolosamente il Lione che ne detiene il cartellino.
Una volta conclusa questa operazione Zlatan Ibrahimovic otterrà la rescissione del contratto e potrà finalmente coronare il sogno, suo e di milioni di tifosi rossoneri, di tornare al Milan.

Anche Romagnoli vuole solo il Milan
Situazione non dissimile è quella vissuta dall’altro obiettivo del mercato milanista, Alessio Romagnoli. È ormai di dominio pubblico che il Milan voglia a tutti i costi il talentuoso difensore della Roma, classe ’95, definito da più parti come il centrale del futuro della nostra Nazionale. Malgrado un’offerta di 25 milioni, la Roma ancora non ha detto si, pretendendo per il ragazzo un ricco assegno da 30 milioni, cifra alla quale Galliani non intende arrivare. Ecco spiegato il motivo della momentanea impasse nella trattativa.
Alessio Romagnoli però sembra ormai aver deciso: malgrado Walter Sabatini faccia di tutto per frenare la conclusione della trattativa, il giovane difensore di Anzio pensa al rossonero e pare abbia già respinto il corteggiamento del Napoli e di almeno altre due squadre inglesi. Il suo futuro può e deve essere solo al Milan, dove ritroverà l’allenatore che l’ha valorizzato nel calcio che conta e che gli garantirà un ulteriore salto di qualità.
Ibrahimovic e Romagnoli, considerateli pure rossoneri. È solo questione di tempo.