18 gennaio 2021
Aggiornato 01:30
Calciomercato

Crisi Milan: Galliani sfiduciato e Berlusconi riflette…

Il sabato nero del mercato rossonero, con il doppio smacco subito sia sul fronte Kondogbia che su quello Jackson Martinez, ha decisamente infastidito la proprietà. Il presidente onorario chiederà conto all’ad di tutte le mosse sbagliate e non sono esclusi provvedimenti. Sotto accusa Nelio Lucas e il fondo Doyen. E c'è chi rimpiange Ariedo Braida.

MILANO - Sono in tanti oggi a chiedersi se la parabola del condor Adriano Galliani sia ormai in fase discendente. Certo è che da 24 ore a questa parte l’universo rossonero si è letteralmente rivoltato nei confronti dell’ad per la parte sportiva. Il sabato nero del mercato milanista si è concluso con una doppia mazzata che ha fatto esplodere la rabbia della tifoseria compatta, coinvolgendo inevitabilmente anche il tifoso numero uno, il presidente Silvio Berlusconi.

Una volta c’era Braida
Il dubbio che Adriano Galliani non sia in grado di gestire il mercato del Milan tutto da solo e che abbia indiscutibilmente bisogno di collaboratori validi, geniali, intraprendenti ed efficaci si è ormai insinuato da tempo nella mente della proprietà. Da quest’orecchio però l’ad non ha mai voluto sentirci e tutti i candidati al ruolo di direttore sportivo sono via via stati eliminati dal vecchio dirigente monzese con abili mosse strategiche.
Prima, accanto a Galliani, c’era il fido Ariedo Braida - adesso finito a dispensare i suoi preziosi consigli addirittura al Barcellona - ma anche lui è stato messo in condizione di andar via. Oggi nell’organigramma del Milan il ruolo di diesse è stato coperto da Rocco Maiorino, ma ancora non è ben chiaro quale sia effettivamente il suo ruolo in società. Di certo non si occupa della compravendita dei calciatori, ambito nel quale Galliani ha ancora il controllo assoluto, con i risultati che purtroppo abbiamo tutti visto.

Quattro fallimenti inaccettabili
E così il Milan targato Berlusconi-Taechaubol ha iniziato con un poker di porte in faccia questa sua nuova avventura. Prima il corteggiamento tanto serrato quanto inutile a Carlo Ancelotti che ha dato vita al primo «no grazie» della serie; a seguire la scivolata sulla buccia di banana Ibrahimovic, operazione data praticamente per conclusa una settimana fa e poi sfumata sotto il sole del Qatar; per finire al pasticciaccio brutto di Jackson Martinez, altro affare annunciato, applaudito e festeggiato, salvo poi scoprire che l’Atletico Madrid ha messo le mani sul calciatore colombiano. E in mezzo la querelle Kondogbia, caratterizzata una delle vicende più straordinariamente farsesche della storia del calciomercato: la serata mondana nel Principato di Monaco, con Galliani, Nelio Lucas, Piero Ausilio, Marco Fassone, il vicepresidente del Monaco e l’agente di Kondogbia, tutti a cena nello stesso ristorante.

Sotto accusa l’alleanza con Nelio Lucas
È ovvio che qualcosa non abbia funzionato a dovere, soprattutto nella metodologia di gestione della trattativa. Una volta Galliani parlava poco, viaggiava solo per chiudere le operazioni e soprattutto negava, negava sempre, fino al momento delle firme.
Oggi invece è tutto un florilegio di voli internazionali, cene di gala, selfie più o meno opportuni, dichiarazioni fuorivianti e pericolose e perfino annunci pseudo-ufficiali diffusi addirittura attraverso Milan Channel, il canale ufficiale del club.
Sotto accusa è finito anche il rapporto con la Doyen Sports e con il suo patron Nelio Lucas: secondo quanto ci era stato assicurato, doveva essere proprio il manager portoghese, con le sue conoscenze, i suoi rapporti, le sue amicizie, le sue entrature, a garantire al Milan e a Galliani porte aperte e credito illimitato su tutti i tavoli del mercato. Ad oggi non si può certo dire che l’alleanza si sia rivelata efficace.

Berlusconi e i tifosi del Milan hanno perso la pazienza
A questo punto è necessario un brusco cambio di rotta perché i tifosi del Milan sono letteralmente sul piede di guerra. Urge, da qui al giorno del raduno, un rapido e sensazionale colpo di coda per restituire entusiasmo e convinzione alla piazza e calmare una tifoseria ormai inviperita.
Berlusconi, anche se molto infastidito da questa doppia batosta, pare ancora disposto ad attendere il colpaccio. Ma la fiducia nei confronti di Adriano Galliani sembra essere agli sgoccioli.