31 maggio 2020
Aggiornato 05:30
F1 | I verdetti della prima giornata di prove libere del GP d'Australia

Ma questa Ferrari è davvero così veloce?

L'assenza di problemi tecnici e la crescita del motore fanno iniziare la stagione 2015 con il piede giusto al Cavallino rampante. Che è sempre più convinto di poter essere il vero anti-Mercedes in questo Mondiale.

MELBOURNE – Verrebbe da citare la famigerata «giustizia ad orologeria», anche se stavolta (per fortuna) Silvio Berlusconi e il caso Ruby non c'entrano niente. Certo che non si era mai visto un Mondiale di Formula 1 cominciato con un team principal (Monisha Kaltenborn) che rischia di finire in manette e un team (la Sauber) sul punto di farsi sequestrare le macchine dagli ufficiali giudiziari. Colpa della causa che li contrappone a Giedo van der Garde, pilota prima contrattualizzato e poi appiedato in favore del baby fenomeno Felipe Nasr. L'olandese non ci sta e chiede al tribunale di far valere l'accordo, il giudice gli dà ragione e blocca la partecipazione alle prime prove libere. Domani l'udienza decisiva di questa brutta storia, che con lo sport non ha davvero nulla a che fare.

Per fortuna oggi è stato il momento anche di un altro tipo di «giustizia ad orologeria», ovvero i verdetti del cronometro, che in Formula 1 sono sempre quelli che contano di più (la magistratura non ce ne vorrà). Quelli del primo Gran Premio della stagione, per giunta del solo venerdì di prove libere, equivarrebbero ad un primo grado, eppure in questo caso hanno già il sapore di una sentenza di Cassazione. Sul fatto che ci dobbiamo aspettare un'altra stagione dominata dalla Mercedes, infatti, non ci sono più dubbi: basti vedere la facilità con cui i campioni del mondo in carica hanno staccato i due migliori tempi in entrambe le sessioni, per giunta con un assetto che per loro stessa ammissione «non è ancora al 100%». Ma il verdetto della prima giornata ufficiale del 2015 è meno deprimente di quanto potrebbe sembrare a prima vista, almeno per i colori italiani.

Perché, Mercedes a parte, l'unica altra scuderia che esce assolta con formula piena è proprio la Ferrari. E non tanto perché Sebastian Vettel sia stato l'unico degli "umani" ad avvicinarsi a meno di un secondo dalle spaziali frecce d'argento. Soprattutto a far sorridere Maranello è il fatto di essere stati in grado di portare a termine una giornata in cui la SF15-T non ha manifestato il benché minimo problema tecnico. Tutt'altro che scontato, nelle prime 24 ore in cui si è cominciato a fare davvero sul serio. Basti pensare alle situazioni disastrose che si sono trovati a gestire gli avversari diretti: la Williams ha dovuto bloccare Felipe Massa al pomeriggio a causa di una perdita d'acqua al motore Mercedes, la Red Bull ha dovuto addirittura sostituire il propulsore di Daniel Ricciardo saltando tutta la seconda sessione. Un motore rotto dopo 50 km, quando in tutta la stagione se ne hanno a disposizione al massimo quattro, è un handicap pesante: perfettamente sufficiente a spiegare la furia dei vertici della squadra, manifestata addirittura a microfoni accesi, contro il fornitore Renault.

Sì, perché ancora una volta i protagonisti di questa stagione a livello tecnico saranno i motori. E mentre il Mercedes continua ad essere una spanna sopra a tutti i rivali, alle sue spalle il Ferrari sembra essersi ripreso dai disastri dello scorso anno e avere superato il declinante Renault. Una notizia che, da sola, giustifica il rosso brillante che splende su questo inizio di stagione nella terra dei canguri. Manca ancora la controprova della «ferrarina» Sauber, che oggi ha centrato solo un undicesimo posto con il già citato Nasr, ma gli indizi sufficienti ad emettere un primo giudizio, per quanto parziale, ci sono già tutti. E, da qualche parte del mondo, siamo sicuri che il pubblico ministero Sergio Marchionne se la starà ridendo.

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