13 dicembre 2019
Aggiornato 11:01

Mercedes vola, ma non le basta: «Possiamo fare di più»

I campioni del mondo sono incontentabili: «Non siamo ancora al 100%». Ma poi ammettono: «La vera lotta sarà tra Hamilton e Rosberg». Tra gli avversari diretti la più in difficoltà è la Red Bull, furiosa per i guai al motore

MELBOURNE – Non sono mai contenti. E forse è proprio questo il segreto del loro successo. Pur avendo cominciato la stagione 2015 esattamente come tutti si aspettavano, ovvero dal ponte di comando, la Mercedes conclude il primo venerdì di prove libere dell'anno sostenendo di avere ancora ampi margini di miglioramento. Che, detto da chi ha rifilato otto decimi al primo degli avversari, suona come un avvertimento, più ancora che un manifesto di perfezionismo.

MERCEDES LOTTA CONTRO SE STESSA«In generale siamo partiti bene e sono felice – concede Nico Rosberg, oggi il più veloce di tutti – Ma non ho ancora trovato un equilibrio della vettura al 100%: nei long run andava bene ma nei giri secchi avevo troppo sovrasterzo. Stasera dovremo lavorarci, ma non sarà facile, perché ci sono talmente tante variazioni possibili nell'assetto che le opzioni sono quasi infinite. Scoprire quella giusta è davvero complicato». Certo, tutti gli avversari ci metterebbero la firma ad avere di questi problemi dall'alto di un 1:27.697 sul cronometro. E lo stesso Rosberg, dopo aver dato voce alla sua teutonica precisione per i dettagli, lo ammette.

«Abbiamo sempre un occhio sugli altri team, ma la battaglia più difficile è quella con Lewis – che sarebbe Hamilton, il suo stesso compagno di squadra – Dobbiamo reggere per restare davanti domani e dopodomani». Anche lo stesso Hamilton, staccato nella lista dei tempi finale di un secondo esatto da Nico, avverte la sua squadra di non sedersi sugli allori: «Penso che oggi abbiamo confermato il passo dei test – riconosce – ma ci sono tante altre macchine veloci e non possiamo non considerarlo». Anche il campione del mondo in carica sostiene di non avere raggiunto la perfezione con la sua vettura, ma poi conclude: «Vogliamo vincere questa gara e abbiamo il potenziale per farlo». Basta questo.

«TORI» FURIOSI PER IL MOTORE – Alle loro spalle, Ferrari e Williams hanno confermato le aspettative. Non così la Red Bull, alle prese con problemi al motore Renault che si stanno rivelando perfino più gravi del previsto. Tanto da aver costretto Daniel Ricciardo a sostituire il propulsore dopo pochi giri e a saltare la seconda sessione odierna: «Non sono preoccupato per domani – calma gli animi l'idolo di casa – Giusto perdere le prove del pomeriggio ma non affrettare il lavoro sulla vettura». Eppure Helmut Marko, ex pilota e braccio destro del proprietario della Red Bull Mateschitz, come è suo costume si dimostra molto meno diplomatico: «Il motore si è rotto dopo 50 km – tuona – E i responsabili Renault non sono nemmeno qui, arriveranno stanotte. Non possiamo andare avanti così, ogni volta ci promettono: "La prossima volta andrà meglio, i risultati dei test sono incoraggianti». Ma poi ci sono queste rotture incomprensibili. Volevamo un miglioramento, invece abbiamo fatto un passo indietro, e il distacco dalla vetta ora è spaventoso».

UN ALTRO INCIDENTE IN CASA MCLAREN – Andatelo a raccontare alla McLaren, che di problemi al motore (Honda, nel suo caso) ha avuto una certa esperienza nel corso delle prove invernali. Al debutto ufficiale le cose sono andate bene, non fosse che Kevin Magnussen, sostituto di Fernando Alonso, ha subìto la sua stessa sorte, finendo la sua corsa contro i muretti dell'Albert Park, alla curva 6. Per fortuna, la botta è stata molto meno grave di quella dello spagnolo, ma il danese ha ammesso l'errore: «Ho sbagliato io. Ho perso il posteriore in ingresso curva e purtroppo ho colpito il muro danneggiando l'anteriore sinistra». Per una volta che il propulsore funzionava...