7 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

Milan, l’ombra di Conte sulla conferma di Inzaghi

Si torna a parlare della possibilità che le strade del Milan e dell’attuale ct della Nazionale possano unirsi a fine stagione. Complici le dichiarazioni di Conte («mi manca lavorare ogni giorno sul campo») e gli spifferi su un’eventuale telefonata tra l’ex tecnico juventino e Berlusconi, decisiva per la conferma di Inzaghi.

MILANO - Antonio Conte sarà il nuovo allenatore del Milan per la stagione 2015-16. Fantascienza? Mica poi tanto.
L’indiscrezione riportata dal quotidiano «Leggo» secondo cui, tra le tante telefonate ricevute nella giornata di ieri dal presidente Berlusconi, ci sarebbe anche quella dell’attuale ct della nazionale italiana di calcio che avrebbe convinto il numero uno rossonero a confermare Inzaghi sulla panchina rossonera, getta una nuova luce sulla vicenda. Non è infatti così fantasiosa l’ipotesi che, in attesa di convolare a giuste nozze nel giugno prossimo, Antonio Conte si sia prodigato per mantenere inalterato lo status quo della gestione tecnica del Milan. Quasi a voler segnare fin d’ora il territorio che tra qualche mese diventerà il suo campo di battaglia.

CONTE: STUFO DI NON POTER LAVORARE SUL CAMPO - Che questa telefonata tra Conte e Berlusconi sia realmente avvenuta, che questa esposizione a favore di Inzaghi sia autentica o frutto della tipica letteratura da gossip pallonaro, cambia poco. La verità inoppugnabile, secondo le stesse dichiarazioni del ct azzurro rilasciate qualche giorno fa nel corso della trasmissione Grand Hotel Chiambretti, è che Conte di lavorare solo per l’Italia non ne può più: «Se resto in Nazionale? Voglio lavorare e sul campo posso farlo molto poco. Questo è un cruccio che mi porto dietro e lo esterno quando mi scoccio e chiedo gli stage». Divorato dalla noia e dall’assenza di impegni quotidiani l’ex allenatore della Juventus tre volte campione d’Italia potrebbe mettere il presidente federale Tavecchio di fronte a un aut aut: o gli si concede di guidare anche una squadra di club, pur mantenendo fede all’impegno preso con la Figc, oppure lascia tutto e se ne va.

MATRIMONIO SFUMATO GIÀ A GIUGNO - In entrambi i casi, la squadra che accoglierebbe a braccia aperte Antonio Conte è il Milan, sempre più disperatamente alla ricerca di un nuovo allenatore per la prossima stagione e ben felice di portare finalmente a compimento una storia d’amore che era già iniziata nella scorsa estate, quando poi la Juventus si mise in mezzo e confermò l’allenatore leccese sulla panchina bianconera. Come andò a finire lo ricorderete tutti: il rapporto tra Conte e Agnelli era ormai compromesso e da lì ad un paio di mesi arrivò la separazione consensuale, ma a quel punto Berlusconi aveva già promosso Inzaghi allenatore della prima squadra e così il tecnico campione d’Italia finì alla Nazionale. Ora i tempi sembrano maturi per la grande operazione che riporterebbe Conte ad allenare in Serie A e restituirebbe al Milan un’autorevolezza e una competitività ormai smarrite durante quest’ultima sciagurata stagione. E stavolta non sembra solo fantacalcio.