18 gennaio 2020
Aggiornato 06:30
Invasione di campo

Robinho-Santos è ufficiale, ora il Milan compra

Con la cessione del brasiliano e di Constant in Turchia si aprono nuovi scenari per il mercato rossonero. Galliani è a caccia di un portiere (Diego Lopez o Perin), di un attaccante esterno (Cerci) e di un centrocampista (Rabiot). Quale di queste operazioni andrà in porto?

La trattativa più complicata dell’ultimo triennio di mercato rossonero si è finalmente conclusa con l’annuncio ufficiale del Santos: «Adesso si che è tornato a casa. Robinho è di ritorno al Santos», ha scritto il club alvinegro, accanto a una foto di Robinho che firma il contratto. Per Robson de Sousa si tratta del terzo passaggio al Santos, la squadra che lo lanciò e con la quale vinse, tra il 2002 e il 2005, due campionati brasiliani; nella seconda, in prestito dal Manchester City nel 2010, Robinho ha conquistato il campionato paulista e la Coppa del Brasile.

Ora Galliani può finalmente concentrarsi esclusivamente sul mercato in entrata con tre questioni fondamentali da risolvere: la prima è quella del portiere; la seconda riguarda l’attaccante esterno; la terza ha come obiettivo un centrocampista di qualità.

A completamento del discorso c’è da dire che sarebbero già stati individuati i nomi giusti per rinforzare adeguatamente la rosa di Pippo Inzaghi, finalmente sorridente dopo il 3-0 rifilato al Chivas nella notte americana, ma come accade da qualche anno a questa parte, i desideri degli allenatori rossoneri sono spesso irrealizzabili.

Partiamo dalla voce portiere. Il primo nome della lista sembrava quello di Mattia Perin, peraltro già opzionato dal Milan per la stagione 2015-16. L’inquietante serie di prestazioni dei due portieri rossoneri Agazzi e Gabriel ha immediatamente fatto scattare il campanello d’allarme in via Aldo Rossi. Primo contatto Galliani-Preziosi e richiesta di 10 milioni sparata lì dal presidente genoano all’amico di tante battaglie. Inutile dire che di fronte ad una cifra del genere, l’ad rossonero è scappato a gambe levate per rifugiarsi sotto l’ala protettiva di un altro vecchio amico, Florentino Perez, costretto a gestire un complicato sovraffollamento nel reparto portieri dopo l’acquisto di Keylor Navas. Diego Lopez è sembrato il profilo perfetto per il Milan, peccato che a Madrid guadagni più di qualsiasi altro giocatore rossonero e, considerando i suoi 33 anni, trattasi di cifra decisamente fuori mercato. È iniziata così la fitta trattativa che dovrebbe portare o il calciatore a ridimensionare le proprie pretese, come già successo lo scorso anno con Kakà, oppure a convincere il Real a pagargli una lauta fetta di stipendio, oltre a regalare al Milan il cartellino del giocatore. Missione complicata, ma per Galliani, non impossibile.

Per quanto riguarda l’attaccante esterno il nome in cima alla lista di Inzaghi è sempre quello di Cerci. Accanto a quello del granata si sono alternati nelle settimane i nomi di Iturbe, Lavezzi, Campbell, Ayew, Pandev, ma il primo obiettivo resta ancora Alessio Cerci, corteggiato anche da Monaco e Atletico Madrid a colpi di milioni, che Cairo sta – al momento – rifiutando. Da parte del numero uno granata, sembra una strenua difesa del calciatore in attesa dell’offerta decisiva dell’amico Galliani, ma appare difficile che il Milan possa superare le cifre messe sul piatto dagli altri due club, almeno 20 milioni. E allora non ci si dovrebbe sorprendere se con un abile colpo di mano il club rossonero rinunciasse all’ultimo momento a Cerci, approfittando anche dell’illusorio inizio di stagione di Niang, e decidesse di investire quel minimo di risorse in un altro settore del campo.

E così arriviamo al capitolo centrocampo. C’è un giocatore che affascina il popolo milanista, si tratta del giovanissimo Rabiot del Paris Saint Germain, classe ’95, già protagonista nella scorsa stagione sia in LIgue 1 che in Champions League. Il ragazzo è in scadenza di contratto 2015 e non sembra intenzionato a rinnovare con il club parigino, costretto quindi ad una decisione difficile: o venderlo subito e monetizzare oppure perderlo nel prossimo mercato a zero. Ecco che a questo punto potrebbe inserirsi Galliani con un’offerta in grado di convincere la dirigenza del Psg a cedere Rabiot. Si tratterebbe, vista la giovane età del ragazzo e soprattutto delle qualità oggettive già mostrate, di un investimento a lungo termine che potrebbe produrre risultati insperati. All’insegna del «largo ai giovani». Perché è questo il motto che Silvio Berlusconi ha lanciato, no?