18 gennaio 2020
Aggiornato 05:00
Mondiali di atletica di Daegu

Bolt «stellare» nella 4x100. Record del mondo per la Giamaica

Il velocista giamaicano: «Ora sono strafelice». Oro al keniota Abel Kirui nella maratona. Arese: «Indossiamo il saio e andiamo in giro per il mondo ad imparare»

DAEGU - Giamaica stellare nella finale della 4x100 ai Mondiali di atletica di Daegu, in Corea del Sud. Usain Bolt e compagni hanno vinto la medaglia d'oro nella staffetta stabilendo il nuovo primato del mondo (37.04): il precedente primato era di 37.10. Argento alla Francia di Lemaitre, bronzo a St. Kitts and Nevis. Il quartetto italiano (Michael Tuni, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Fabio Cerruti) ha chiuso al quinto posto in 38.96. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno sbagliato i cambi e non hanno terminato la gara.

Bolt: «Ora sono strafelice» - «Ho solo pensato a correre il più velocemente possibile, e ci sono riuscito, non solo io ma anche i miei compagni. Yohan Blake è stato grande. Come mi sento adesso? Sono strafelice. Avevo un piccolo problema al tendine d'Achille, ma poi in pista non me ne sono accorto. Abbiamo deciso che io facessi l'ultima frazione ed è andata benissimo così».

Oro al keniota Abel Kirui nella maratona che ha aperto l'ultima giornata dei Mondiali di atletica in Corea del Sud. Kirui, campione del mondo anche a Berlino, ha spiazzato tutti dopo un'ora e venti di corsa andando a vincere in solitaria con il tempo di 2h07'38. Alle sue spalle il connazionale Vincent Kipruto (2h10'06) e terzo l'etiope Feyisa Lilesa che ha corso la distanza in 2h10'32. Bene l'italiano Ruggiero Pertile, giunto ottavo con il tempo di 2h11'57.

L'inglese Mohammed Farah ha conquistato la medaglia d'oro nei 5000 metri con il tempo di 13'23.36, precedendo lo statunitense Bernard Lagat (13'23.64) e l'etiope Imane Merga (13'23.78). Undicesimo posto per l'italiano Daniele Meucci (13'29.11).

Christian Taylor ha vinto la medaglia d'oro nella finale del salto triplo maschile con il record mondiale stagionale (17,96 metri). Lo statunitense ha battuto il britannico Phillips Idowu (argento con 17,77) ed il connazionale Will Claye (bronzo con 17,50). Solo decimo l'azzurro Fabrizio Donato (16,77).

Oro della Savinova negli 800 metri femminili - Caster Semenya non è riuscita a conservare il titolo mondiale negli 800 m. La sudafricana si è dovuta arrendere nel finale alla russa Mariya Savinova , oro in 1'55.87. Per la Semenya, campionessa uscente, medaglia d'argento in 1'56.35. Bronzo alla keniana Janeth Jepkosgei Busienei in 1'57.42.

Semeya felice per l'argento - Caster Semenya, l'atleta sudafricana sorpresa di Berlino dove vinse l'oro, stasera non è riuscita a bissare l'oro mondiale di due anni fa che, tra l'altro, le attirò un vespaio di polemiche per la sua presunta mascolinità. L'atleta sudafricana ha lasciato il proscenio alla russa Savinova, ma è più contenta di due anni fa. «Sono contentissima - ha detto la Semenya - per questo argento. Mi sono goduta questo momento, anche più di due anni fa. A Berlino vinsi l'oro però mi sento meglio oggi».

Gli Stati uniti hanno vinto l'oro nella 4X100 donne. Argento alla Giamaica e bronzo all'Ucraina.

La russa Tatyana Lysenko ha vinto la medaglia d'oro nel martello con la misura di 77,13 ottenuta al terzo tentativo. Argento alla tedesca Betty Heidler (76,06), bronzo alla cinese Wenxiu Zhang (75,03). L'azzurra Silvia Salis ha chiuso in nona posizione con 69,88.

La ricetta di Arese per l'Italia - «E' ora che indossiamo il saio e andiamo in giro per il mondo ad imparare». Questa la ricetta di Franco Arese, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, al termine del Mondiale di Daegu in Corea del Sud che, come da troppi anni a questa parte, non ha regalato molte soddisfazioni agli azzurri, comunque presenti nel medagliere grazie al bronzo di Antonietta Di Martino. «Credo che sia stato un mondiale onesto - continua Arese, il cui grande rammarico è per la 4x100 maschile, gara in cui sperava in una medaglia, visto l'evolversi della situazione - e non dobbiamo esaltarci nè deprimerci. Abbiamo vinto l'unica medaglia che potevamo, molte nazioni stanno anche peggio. Non abbiamo avuto molti finalisti ma buoni posti».