19 agosto 2022
Aggiornato 13:31
Atletica

Marcel Jacobs tra tormenti e infortuni: «Ho rosicato, ma ora penso agli Europei»

Il campione olimpico dei 100 metri ha risposto con grande serenità a tutte le domande che gli sono state poste all'indomani del ritiro per infortunio dai mondiali: «Rifarei scelte di preparazione»

Marcel Jacobs
Marcel Jacobs Foto: Agenzia Fotogramma

Marcell Jacobs ha risposto con grande serenità a tutte le domande che gli sono state poste all'indomani del ritiro per infortunio dai mondiali. «Vedere la finale in tv non l'ho vissuta benissimo - ha detto - fa parte del nostro sport e quest'anno purtroppo è successo troppo spesso. Avrei voluto essere lì, vedere la mia corsia vuota in semifinale mi ha fatto rosicare tantissimo ma mi ha dato ancora più energia per tornare più forte di prima. Non è nulla di grave ma devo farlo per fare le cose nel migliore dei modi. Sono stato io per primo a forzare in alcuni casi perché non ce la faccio a guardare gli altri dal divano di casa ma bisogna fare le cose con calma in vista degli Europei».

Su Tamberi dice: «Ero allo stadio ed è stato emozionante vedendo le difficoltà da cui veniva, ha tirato fuori tutto il suo carattere dimostrando di valere tantissimo. Peccato per la medaglia mancata. Ma anche se non è arrivata la merita tutta».

Sugli impegni post olimpici sottolinea: «In realtà i maggiori impegni fuori dalla pista dopo le Olimpiadi li ho avuti fino a novembre-dicembre e comunque ho vinto il mondiale indoor, e dopo quello c'è stato veramente poco come apparizioni, uscite o impegni che mi hanno portato via tempo. Quello che ho fatto è stato fatto prima, subito dopo le Olimpiadi. Fino ai Mondiali indoor era andato tutto nel migliore dei modi, poi c'è stato questo intoppo che ha condizionato tutta la stagione. E senza questo intoppo la stagione sarebbe andata in altro modo. Sono uno che sa capire quando è il momento di poter fare cose fuori dalla pista e quando bisogna invece allenarsi».

Ora si pensa a rientrare: «Sto facendo tutte le terapie del caso per fare in modo che tutto guarisca nei tempi e nel migliore dei modi. Ho già iniziato il tutto, farò fisioterapia e risonanze per poi tornare in pista».

Sulle parole di Kerley che ha twittato che lo aspetta in pista per un uno-contro-uno: «Ci sarà la possibilità a Zurigo nella Diamond League, quest'anno non c'è stato modo di confrontarsi per colpa mia. Cercherò di confermare quanto fatto in passato, l'ho già battuto due volte e bisogna continuare su questa scia».

Prossimo obiettivo Europei: «Devo pensare a fare le cose con calma per arrivare agli Europei nella miglior condizione possibile della mia vita mai avuta. Voglio ritrovare la forma perfetta per spaccare tutto». poi rivela di aver «cancellato l'applicazione di Instagram e Facebook per non vedere nulla e seguire i commenti. Chi mi vuole veramente bene ed è vicino a me mi manda messaggi in privato ed è quello che è importante per me».

Sul suo infortunio sottolinea: «Venivo da un'elongazione del tendine del bicipite femorale ed è quello che mi ha tenuto fermo da Savona, verso Stoccolma è tornato. Credo partisse tutto dalle problematiche che ho alla schiena. Il giorno prima della gara mi sentivo bene e stavo facendo uno degli allenamenti più belli mai fatti. Forse il fatto di sentire questa gamba così libera come non la sentivo da tempo... ed è arrivato questo problema dall'altra parte».

Il Kenya, Savona, Rieti... col senno di poi: «La scelta di gareggiare in Kenya ci stava - risponde Camossi - a volte si ha voglia di tornare in pista. La pazienza che a volte deve avere lui in partenza per arrivare veloce in fondo a un 100m dobbiamo averla anche noi quando ci sono problematiche fisiche. Ma la voglia di gareggiare è sempre tanta». Per il resto, riprende Jacobs: «Col senno di poi si possono fare tante cose. Ma quando sei lì e stai bene perché non gareggiare? Per quanto riguarda la staffetta non potevo immaginare di avere questo problema fisico che non mi permette di correre, altrimenti ero qui per fare i 100m e la staffetta». E Camossi chiosa: «Sono d'accordo con Marcell perché le gare a volte servono come allenamento. L'alta intensità la fai solo in gara e quelle gare erano funzionali a raggiungere l'alta intensità, per cui le rifarei».