15 settembre 2019
Aggiornato 09:00

Zingaretti: «Nuova Tangentopoli? Di Maio vuole elenco indagati M5S»

Così il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, a margine dell'evento sul caso delle tangenti: «E' proprio una cosa stupida quella che ha detto Di Maio»

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ROMA - «Per me è proprio una cosa stupida quella che ha detto, perché dovrebbe portare me a fare l'elenco di tutte le indagini che ci sono state su sindaci e amministratori, anche a Roma, di esponenti del movimento Cinquestelle, a partire da De Vito, ma non lo faccio perché sono una persona civile e credo che dobbiamo difendere i cittadini e la giustizia italiana, non usare la giustizia per fare un favore ai propri partiti». Così il segretario del Pd e governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, rispetto alle parole del vicepremier, Luigi Di Maio, secondo il quale gli italiani alle prossime europee dovranno scegliere tra il M5S e la nuova tangentopoli.

Polemica elettorale che non fa bene alla giustizia

«Quel che non ci serve sono proprio gli atteggiamenti ipocriti di chi dice queste stupidaggini, teorizzando una giustizia di partito - ha continuato Zingaretti - per cui quando gli accusati sono dei cinquestelle possono rimanere a fare il proprio dovere, quando invece sono degli altri partiti, al primo avviso di garanzia sono dei condannati. La giustizia di partito non è giustizia ma polemica elettorale che non fa bene alla giustizia».

Di Maio è un coacervo di contraddizioni

Secondo Zingaretti, Di Maio «dimostra ancora una volta che della risoluzione dei problemi ha poco interesse ma punta solo a catturare con l'emotività il consenso delle persone. Anche con enormi contraddizioni, come quando dice che è una vergogna che il ministro Salvini è alleato con i neonazisti ma poi gli permette con i voti di fare il ministro degli Interni. E' un coacervo di contraddizioni che, peraltro, lo portano spesso a dire un giorno una cosa e il giorno dopo il contrario di tutto».