9 agosto 2022
Aggiornato 00:00
Corsa al Quirinale

Matteo Renzi: «Letta ondivago, così rischia isolamento»

Il leader di Italia Viva: «Conte vuole donna la Colle? Da lui frasi fatte da bar dello sport». L'ex Presidente PD, Rosy Bindi: «Serve accordo per Draghi al Colle e un premier politico»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi Foto: ANSA

«Fatico a capire il disegno di Enrico Letta. Prima ha rotto con noi attribuendo a Italia Viva il fallimento sullo Zan che invece è stato un clamoroso autogol del nuovo Pd. Poi ha scommesso sul rapporto con la Meloni che ha risposto annunciando il voto per Berlusconi. Infine non si è accorto che Conte e Di Maio stanno litigando per capire chi sceglierà i pochi posti rimasti ai 5 Stelle alle prossime elezioni. E in questa battaglia campale entrambi flirtano segretamente con Salvini lasciando Letta solo. Alla ripresa i gruppi parlamentari del Pd - composti da gente che conosce la politica - aiuteranno il segretario a uscire dall'isolamento in cui si è cacciato Altrimenti, per la prima volta il Pd sarà ininfluente rispetto alla scelta dell'inquilino del Colle». E' quanto ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in una intervista al Messaggero.

«Quando Conte, capo del partito con più parlamentari, dice: 'Che bello eleggere una donna' senza fare proposte o identikit capisci che quello non è un capo e che quel partito non ha futuro. Dire 'mi piacerebbe una donna al Colle' ha lo stesso valore politico di dire 'non ci sono più le mezze stagioni'», commenta poi Renzi, spiegando che «la politica è capacità di condividere e condizionare, non ripetere frasi fatte da bar dello sport».

Rosy Bindi: «Serve accordo per Draghi al Colle e un premier politico»

«E ora come se ne esce? Con Draghi al Quirinale e un premier politico, tanto le elezioni non ci saranno». In un'intervista al quotidiano La Stampa, Rosy Bindi spiega il perché della sua tesi: «Sarebbe opportuno a questo punto un accordo per eleggere Draghi capo dello Stato, ma per tutelare l'equilibrio delle istituzioni ed evitare un accentramento di poteri, i partiti dovrebbero trovare un accordo su un premier non tecnico, che non sia sua emanazione insomma».

«Se il discorso di Mattarella è un discorso di commiato senza appello, il parlamento potrebbe farela fatica di trovare una unità intorno alla figura di Draghi. Mi sembra questa la prospettiva più utile al paese tutto sommato. Se Draghi è una garanzia per l'Europa e le istituzioni internazionali, meglio sette anni al Colle che un anno a Palazzo Chigi. Certo, l'obiezione principale è che si rischia il voto. Ma, a parte che secondo me questo parlamento non vuole votare e che ritengo giusto votare alle scadenze, se si trova un accordo su Draghi al Quirinale, va trovato un accordo sulla prosecuzione della legislatura», precisa Bindi.