2 dicembre 2021
Aggiornato 04:00
Corsa Quirinale

Romano Prodi: «Al Quirinale serve figura che rappresenti tutto il Paese»

L'ex Presidente della Commissione europea: «Il Paese ha bisogno di avere una continuità. Fino a quando c'è questa legge elettorale è chiaro che un partito piccolo può essere l'ago della bilancia»

Romano Prodi
Romano Prodi ANSA

«Il problema è avere un capo dello Stato che rappresenti il Paese». Così Romano Prodi, ai microfoni de L'Ospite su Sky Tg24, a proposito delle elezioni per il Quirinale. «Il Paese ha bisogno di avere una continuità, se questa continuità è garantita da Mario Draghi per un altro anno alla presidenza del Consiglio, con più poteri per un anno, o da Draghi, con autorità per sette anni, questo lo deciderà il Parlamento e lo deciderà Draghi», ha aggiunto sottolineando che l'Italia ha bisogno di «continuità. Lo strumento dipende poi dalle circostanze che possono venire». Per Prodi «la garanzia di stabilità la vedo fino alle elezioni, dopo Dio solo lo sa».

«Con questa legge elettorale partito piccolo è ago della bilancia»

«Fino a quando c'è questa legge elettorale è chiaro che un partito piccolo può essere l'ago della bilancia. Il problema è che è sbagliato. Se noi adesso avessimo la legge elettorale come quella francese noi saremmo molto più forti della Francia. Evidentemente non è in questo momento un pensiero condiviso e quindi ancora una volta resto in minoranza», ha aggiunto.

«Molto preoccupato dell'aumento dell'inflazione»

«E' da mesi che sono preoccupato» sull'inflazione, «e adesso sono ancora più preoccupato l'aspetto quantitativo raggiunto (+3% a ottobre, ndr) è molto elevato. Quando in tutto il continente l'inflazione avanza la preoccupazione è forte», ha aggiunto sottolineando di non vedere «una minaccia per il Pnrr».

«Non sono pentito dell'allargamento a Est dell'UE»

«Non sono pentito dell'allargamento dell'Ue ai Paesi dell'est Europa, secondo me dobbiamo terminare questo processo con alcuni Paesi dell'ex Jugoslavia. Ci sono Paesi che usano strumentalmente i migranti». La «Bielorussia usa i bambini come strumento politico», ha aggiunto riferendosi al piccolo migrante di un anno morto per il freddo lungo il confine tra Polonia e Bielorussia.