7 dicembre 2021
Aggiornato 10:30
Riforma della Giustizia

In Cdm passa all'unanimità la riforma del processo penale. M5s in crisi sulla prescrizione: Draghi e Cartabia mediano

La seduta (sia prima che durante) non è stata semplice e ha richiesto tutta la capacità di mediazione e il «peso» politico di Mario Draghi per sbloccare una situazione di stallo

Il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia
Il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia ANSA

Il Consiglio dei ministri ha dato via libera alla riforma del processo penale, presentata dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia. Ma la seduta (sia prima che durante) non è stata semplice e ha richiesto tutta la capacità di mediazione e il «peso» politico di Mario Draghi per sbloccare una situazione di stallo.

Gli emendamenti al ddl delega per la riforma del sistema penale, infatti, non erano graditi al Movimento 5 stelle che, dopo una serie di riunioni, aveva fatto filtrare la decisione di astenersi. Che però sarebbe stato un segnale politico non positivo per una delle riforme più importanti dell'esecutivo. Per questo motivo prima dell'inizio della seduta (cominciata con oltre un'ora e mezza di ritardo) Draghi e Cartabia hanno incontrato i ministri pentastellati per cercare una mediazione. Alla fine, hanno riferito fonti di governo, sono stati inseriti reati contro la P.A., come la corruzione e la concussione, tra quelli con tempi di prescrizione allungati, ottenendo quindi anche il voto a favore del M5s.

Durante la seduta, però, secondo fonti dell'esecutivo, è stata Forza Italia a chiedere una breve sospensione, per effettuare verifiche e approfondimenti sulle modifiche che erano state inserite poco prima. Con M5s da una parte e Fi-Iv dall'altra ai ferri corti e i ministri leghisti che spingevano per una mediazione e per «un'ampia convergenza», quando la seduta è ripresa - come riferito da più partecipanti alla riunione - Draghi è intervenuto nella discussione, chiedendo se tutte le forze politiche di maggioranza sostengono le norme e se sarà così anche in Parlamento. Una richiesta a cui nessuno ha risposto negativamente. Gli emendamenti sono stati quindi approvati all'unanimità.

Tra i partiti, la Lega sottolinea che già nei giorni scorsi «era intervenuta per limare il testo ed evitare la scomparsa dell'opzione del carcere in caso di reati gravi come associazione per delinquere e corruzione» con «l'obiettivo è garantire equilibrio tra certezza del diritto e certezza della pena». Positivo il commento dei Dem.- «Esprimiamo soddisfazione - dichiara la vicepresidente del Senato e responsabile Giustizia Anna Rossomando - per la presenza di diverse proposte avanzate dal Pd, innanzitutto più garanzie a tutela del principio di non colpevolezza, l'incentivazione della definizione anticipata dei procedimenti attraverso il potenziamento dei riti alternativi e un più ampio ricorso alla giustizia riparativa. Per quanto riguarda la prescrizione, valutiamo favorevolmente l'accoglimento della nostra proposta della prescrizione processuale per fasi dopo il primo grado, che consentirà di arrivare a una soluzione ragionevole, rispondente alla funzione di questo istituto, oltre che aderente alla Costituzione».

Toni trionfanti da Italia viva secondo cui «oggi si chiude definitivamente l'era Bonafede. I 5 Stelle hanno voluto un contentino last minute per digerire la loro sonora sconfitta». I renziani hanno delle «perplessità» relativamente alla parte delle impugnazioni «ma lavoriamo ad ulteriori modifiche» in Parlamento.

(con fonte Askanews)