3 agosto 2021
Aggiornato 07:30
Il caso AstraZeneca

Mario Draghi: «Vaccinazione eterologa funziona, io la farò, ma cittadini liberi»

Il Presidente del Consiglio: «Importante completare ciclo. Su mascherina chiedo parere al Cts. Stato di emergenza? La decisione sarà presa quando saremo vicini alla data di scadenza»

Video Agenzia Vista

La vaccinazione «eterologa» è sicura ed efficace, ma chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca è «libero» di fare anche la seconda con lo stesso siero. L'importante, però, è completare il ciclo. A dirlo è il presidente del Consiglio Mario Draghi, che appena rientrato a Roma da Barcellona ha convocato una conferenza stampa con il generale Francesco Paolo Figliuolo e il ministro della Salute Roberto Speranza. Obiettivo: chiarire la «confusione» che si è creata sui vaccini.

Il primo punto messo in chiaro dal premier è che «vaccinarsi è fondamentale, la cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola». Per quanto riguarda la possibilità di completare il ciclo con un «mix» di vaccini per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose AstraZeneca, assicura, «l'eterologa funziona: io stesso martedì sono prenotato per fare l'eterologa. Io ho più di 70 anni. Nella prima dose ho fatto Atrazeneca, ho avuto una risposta di anticorpi bassa e mi si consiglia di fare l'eterologa. Funziona, ancor di più per chi ha meno di 60 anni». Ma questo non sarà un obbligo, ha garantito: «Se una persona che ha meno di 60 anni ha fatto la prima dose con Astrazeneca e gli viene proposto come è stato stabilito di fare l'eterologa ma non vuole farla, questa persona è libera di fare la seconda dose con Astrazeneca purché abbia il parere di un medico e un consenso informato bene. La cosa peggiore da fare è non farsi nessuna seconda dose».

Nonostante la confusione, ha però sottolineato, «la popolazione non mostra l'intenzione di non vaccinarsi: è straordinario, rispetto ad altri Paesi è uno dei comportamenti più ammirevoli che ci stanno davanti». C'è però una «sacca» di più di 2 milioni di over 50 che non si è vaccinata. E raggiungerli è la «sfida» da vincere, più che vaccinare i 12-13 enni, «cosa che comunque faremo».

Da Draghi non sono invece arrivate risposte precise sui due temi che agitano il dibattito politico in questi giorni: l'abolizione dell'obbligo di mascherina all'aperto e l'eventuale proroga dello stato di emergenza oltre il 31 luglio. Sul primo punto, ha detto, «non c'è una data», ma «domani farò richiesta formale di un parere al Cts, per sapere se possiamo toglierci la mascherina all'aperto oppure no». Per quanto riguarda lo stato di emergenza, «un'emergenza è una emergenza» e quindi la decisione sarà presa «quando saremo vicini alla data di scadenza».

(con fonte Askanews)