18 giugno 2021
Aggiornato 11:00
Lavoro

Blocco licenziamenti, la difesa di Andrea Orlando: «Non ho fatto alcun blitz»

Il Ministro del Lavoro: «Partiti ripongano bandiere o mettono tutto a rischio. E ciò riguarda prevalentemente la Lega, che è quella che agita più bandiere»

Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando
Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando ANSA

«La dinamica che può guidare un Paese in pandemia non è la stessa di un Paese che ne esce. O le forze di maggioranza ripongono le bandiere, oppure mettono a rischio la tenuta del quadro politico. E ciò riguarda prevalentemente la Lega, che è quella che agita più bandiere». Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera Andrea Orlando (Pd), ministro del Lavoro, attaccato da Confindustria per aver portato in Cdm la norma che prevedeva un altro scaglione di proroga per il blocco dei licenziamenti. Misura poi ritirata.

«La norma - spiega Orlando - è stata elaborata in poche ore in modo da dare più strumenti alle imprese per attenuare l'impatto della fine del blocco dei licenziamenti. La sostanza è rimasta, con gli incentivi alle imprese a usare la cassa integrazione fino a fine anno senza dovervi contribuire. In cambio si impegnano a non licenziare. L'altra norma, su chi chiede cassa Covid a giugno, era un corollario conseguente».

A chi parla di blitz, il ministro del Lavoro replica: «Mica l'ho scritta all'ultimo nei corridoi di Palazzo Chigi. Quella norma è stata inviata per posta elettronica certificata agli uffici legislativi competenti due giorni prima. In Consiglio ho solo rinviato al testo, come si fa in questi casi. E poi ne ho parlato apertamente in conferenza stampa, a fianco di Mario Draghi. Secondo lei lo avrei fatto, se ci fosse stato un sotterfugio?». E a chi lo accusa di indossare la casacca dei sindacati, Orlando dice: «Non voglio alimentare polemiche, ci sono troppe cose da fare. Sono nelle istituzioni da tempo, credo di aver dimostrato sempre di saper ascoltare parti lontane fra loro. L'unica casacca che ho è quella della coesione sociale».

Secondo Orlando «finché la pandemia era in fase acuta, tutti o quasi convergevamo sull'esigenza della vaccinazione. Ora si vede che esistono ancora una destra e una sinistra. Tenere insieme questi fattori dipenderà dalla capacità di tutti di non agitare bandiere e non perdere il treno del Recovery. Ma non è un percorso che si fa naturalmente, senza la politica».

Cuperlo: «No sblocco licenziamenti il primo luglio»

«In questa situazione la proposta di prorogare il blocco dei licenziamenti del ministro Orlando all'ultimo consiglio dei Ministri appare non solo condivisibile, ma assolutamente necessaria». Lo afferma Gianni Cuperlo, leader di Radicalità per Ricostruire. «Occorrono infatti un allungamento del blocco dei licenziamenti per le imprese che facciano domanda di nuova cassa integrazione Covid; la necessità di distinguere tra comparti e categorie diversamente colpite dalle chiusure; la previsione di sgravi per chi rientra dalla cassa integrazione Covid, oltre naturalmente alle misure previste nel Sostegni 2 per contratto di rioccupazione e per un incremento dei contratti di solidarietà e di espansione» spiega Cuperlo.

«Secondo Banca d'Italia e il ministero del Lavoro sono più di mezzo milione i posti di lavoro che si potrebbero perdere se non intervengono misure appropriate e capaci di evitare che lo sblocco dei licenziamenti si traduca in una nuova drammatica emergenza per lavoratori e famiglie. Le pressioni di Confindustria e del suo Presidente Bonomi non tengono conto della necessità di uno sforzo comune per l'Italia. Centinaia di migliaia di persone senza lavoro sono un disastro sociale, e precludono la ripartenza anche economica, ampliando in modo irreversibile le diseguaglianze già così presenti nel nostro Paese, soprattutto fra le donne e i giovani», conclude.