4 agosto 2021
Aggiornato 22:00
Intervista al Fatto Quotidiano

Fausto Bertinotti replica a Romano Prodi: «Io come Salvini? Siamo nel campo delle ossessioni»

L'ex Segretario di Rifondazione comunista: «Questa battuta l'aveva già fatta ai tempi di Renzi. Dopo un quarto di secolo bisognerebbe avere ricordi memorabili, Prodi invece coltiva la sua ossessione personale»

L'ex Segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti
L'ex Segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti ANSA

«Qui siamo nel campo delle ossessioni». Così l'ex segretario di Rifondazione comunista ed ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, in una intervista su il Fatto Quotidiano, commenta le parole di Romano Prodi che hanno paragonato le attuali fibrillazioni del governo causate da Matteo Salvini alla sua rottura con il governo Prodi nel 1998. «Questa battuta - ricorda Bertinotti - l'aveva fatta già ai tempi di Renzi. Dopo un quarto di secolo bisognerebbe avere ricordi memorabili, Prodi invece coltiva la sua ossessione personale» tanto che «il responsabile della crisi fu Prodi medesimo. Ma è inutile tornarci: era un altro secolo, un altro mondo».

Per l'ex segretario di Rifondazione comunista «Salvini sta al governo nello stesso modo in cui Meloni sta all'opposizione. Si contendono la guida del centrodestra». Si tratta cioè di «sfumature tattiche nella destra populista». Per quanto riguarda il governo Draghi Bertinotti rileva: «Non mi pare così diverso da quello di Conte, sostanzialmente si muove sulla stessa linea».

Zingaretti: «Spero che Salvini non mini la tenuta del governo»

L'atteggiamento del leader della Lega Matteo Salvini sulle polemiche in merito agli ultimi provvedimenti sull'emergenza coronavirus mina la tenuta del governo? «È una contraddizione». Ne è certo il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, a Rai News24.

«Certo è una contraddizione e c'è un problema se una parte di quelli che fanno le regole non le osserva». «Mi auguro non ci sia un problema di tenuta del governo» ha detto Zingaretti, augurandosi che «la Lega rappresenti la politica seria, ma constatiamo che ha un atteggiamento nei confronti di questo governo assolutamente strumentale e non a favore del bene del Paese».

Tinagli: «Non vogliamo Salvini fuori ma serve serietà»

«Noi vogliamo che questo governo sia solido, che arrivi a fine legislatura. E' per questo che Letta è stato un po' duro ma noi non vogliamo spingere Salvini e nessuno fuori dalla maggioranza, vogliamo solo lavorare bene. Il Pd preferirebbe una maggioranza di centrosinistra. La Lega non è un partner naturale del Pd, ma se si fa un governo di unità nazionale si fa con serietà, non per fare campagna elettorale sulla pelle degli italiani». Così la vicesegretaria del Partito democratico ed eurodeputata Irene Tinagli ai microfoni di «24Mattino» su Radio 24.

«Il PNRR è un piano pluriennale che arriva al 2026: credo che a Bruxelles più che pregiudizi ci siano preoccupazioni sulla capacità di dare continuità all'implementazione di questo piano, anche dopo la scadenza di questo governo. Anche per questo - osserva Tinagli - è importante che in questo governo ci siano tutti i partiti e che tutti mostrino di sostenere questo piano con determinazione e con l'impegno a portarlo avanti anche in futuro. La strategia di Salvini di tenere un piede dentro e uno fuori crea dubbi e incertezze sul futuro del governo e del PNR, e questo certamente non ci agevola anche nell'interlocuzione con Bruxelles e non aiuta la nostra credibilità».