26 febbraio 2021
Aggiornato 02:30
La crisi del coronavirus

Speranza ordina in extremis lo stop allo sci fino al 5 marzo. Scoppia la polemica nella maggioranza

È scontro attorno alla decisione del ministro della Salute Roberto Speranza di stoppare in extremis la riapertura delle attività sciistiche che sarebbe dovuta avvenire lunedì 15 febbraio in zona gialla

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza ANSA

Lo stop alla riapertura degli impianti sciistici, che era prevista per oggi, scatena la polemica politica, anche dentro la neonata maggioranza di governo. A chiedere un rinvio era stato il Comitato tecnico scientifico e questa sera il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza, che sposta la riapertura al 5 marzo. La decisione, spiega il Minsitero, «tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio» secondo cui la variante della Gran Bretagna «caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi».

Il governo «si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori» ma questo non ferma le polemiche. «La montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione», con indennizzi immediati, dicono i ministri Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia mentre il Carroccio, con i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari chiede «un cambio di passo» e il «cambio di squadra a livello tecnico».

Sempre nella maggioranza, anche Italia Viva parla di «un duro colpo per tutta la montagna» per la quale «servono immediatamente ristori adeguati alla situazione e certezze per il futuro». Duri anche i deputati Pd che parlando di «tempistica discutibile» vogliono «ristori e risarcimenti adeguati, congrui e tempestivi al sistema imprenditoriale della montagna italiana, che con grande impegno e sacrificio si era presentato ai cancelletti del 15 febbraio adeguato». Anche Forza Italia protesta: «Così non va bene, non va bene a poche ore dall'apertura, è una questione di rispetto per le migliaia di persone coinvolte e per le attività economiche».

E mentre le Regioni, in testa Piemonte e Lombardia, sono sul piede di guerra, è durissimo il commento di Giorgia Meloni, secondo cui la decisione è «la mazzata finale per tantissimi operatori» da parte di un governo che tratta «gli italiani come sudditi».

Ricciardi: «Speranza convinto necessità misure più dure»

Servono misure restrittive più forti contro il Covid 19 e «credo che il ministro Speranza sia convinto della necessità di avviare nuova fase, spero che il presidente del Consiglio la recepisca. Altrimenti abbiamo non mesi ma un anno di sofferenza». Lo ha detto Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, a «Che tempo che fa» su Rai3.

Per Ricciardi servono «lockdown brevi e mirati per avere meno di 50 casi per 100.000 abitanti». La scelta, ha aggiunto, «dipende dal governo: la stessa proposta è stata fatta alla Merkel che l'ha recepita, e al presidente francese Macron che ha detto di no».

«Ad aprile avremo quantità industriali di vaccino, avremo molti vaccini. Dobbiamo usare i mesi di febbraio e marzo per prepararci». Per Ricciardi serve «una figura che faccia solo questo», come in altri Paesi.