21 ottobre 2020
Aggiornato 09:00
Centrosinistra

La ricetta di Enrico Letta per le riforme? Referendum propositivo e voto ai sedicenni

L'ex Premier: «Stiamo sopravvivendo al più grande disastro che abbia attraversato il mondo facendo debito. E lo pagheranno i nostri figli. Dobbiamo dare voce a chi sarà protagonista di quel futuro»

L'ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta
L'ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta ANSA

«Io sono per il voto ai 16enni anche se so che la maggioranza in Italia è contraria. Siamo nel 2020, è l'anno in cui stiamo sopravvivendo al più grande disastro che abbia attraversato il mondo facendo debito. E lo pagheranno i nostri figli. Dobbiamo dare voce a chi sarà protagonista di quel futuro». Lo ha detto Enrico Letta alla presentazione del nuovo libro di Giovanni Floris «L'Alleanza», ed. Solferino, nell'ambito di Insieme Festival all'Auditorium Parco della Musica di Roma. All'evento sono intervenuti, fra gli altri, anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti, l'ad della Rai Fabrizio Salini, l'ex presidente del Senato Leu Pietro Grasso.

«So che fare scelte di questo tipo, far votare i 16enni, non porta consenso, e guardo Nicola - Zingaretti, segretario del Pd, seduto in prima fila - sapendo quanto è difficile agire. E io ho grandissimo rispetto, stima, amicizia per chi oggi ha responsabilità politiche di fronte a scelte così complesse. Ma in questo senso per me leadership non è seguire i followers. Perché oggi i nostri followers dicono di fare scelte conservative. Se li segui sei solo un follower al quadrato, un follower dei tuoi followers».

«Questa generazione salverà l'Europa»

«Noi e i Paesi dell'Est siamo gli unici Paesi europei che hanno deciso di non avere futuro: non facciamo figli, non vogliamo immigrati, siamo il Paese che, per fortuna, ha la vita media più lunga. Siamo un Paese che senza giovani va a scomparire», ha detto ancora Letta.

«Altri Paesi con la nostra demografia come la Germania hanno deciso di integrare gli immigrati. Loro hanno scelto di integrare 500 mila siriani. Noi come la Polonia, l'Ungheria o la Romania, no.I giovani oggi in Italia sono dei Panda, una minoranza sempre più ridotta. E tanti tendono ad andarsene. Anche in questo siamo simili ai Paesi dell'Est. Questo è il cuore dei problemi dell'Italia».

«Io invece - ha concluso l'ex premier - scommetto su questa generazione e so che questa generazione salverà l'Europa. Perché è generazione europea, è nata europea. È una generazione per cui additare il Paese vicino come causa di tutti i mali è ridicolo».