24 ottobre 2020
Aggiornato 02:30
Europa al bivio

Stefano Fassina: La BCE «sterilizzi» i Titoli di Stato acquistati dalle banche centrali nazionali

Il Deputato di LeU: «Proposta della Commissione lascia aperta la questione della sostenibilità del debito italiano. La svolta politica ed economica può soltanto arrivare dalla BCE»

Stefano Fassina, Deputato di Liberi e Uguali
Stefano Fassina, Deputato di Liberi e Uguali ANSA

«La proposta della Commissione europea è un passo avanti sul piano politico e un utile contributo all'economia». Lo afferma in una nota il deputato di LeU Stefano Fassina che comunque ritiene decisiva l'azione della Bce. In primo luogo, sottolinea Fassina «la proposta che deve andare all'approvazione del Consiglio europeo. Inoltre, i numeri non sono quello che sembrano: si riferiscono a un orizzonte pluriennale, riguardano i 27 Stati membri e i prestiti, senza golden rule, allargano deficit e debito. In sintesi, i maggiori investimenti attribuiti al 'Recovery instrument' non compensano neppure la caduta avvenuta negli anni scorsi e aggravata dagli effetti del Covid19».

«Insomma - conclude Fassina - le proposte della Commissione lasciano totalmente aperta la questione decisiva per l'Eurozona e in particolare per l'Italia: la sostenibilità del debito pubblico. La svolta politica ed economica può soltanto arrivare dalla Bce attraverso un significativo ed asimmetrico ampliamento degli acquisti e la sterilizzazione dei Titoli di Stato acquistati dalle banche centrali nazionali. Il sostegno politico a Francoforte deve essere la priorità, tanto più nel quadro determinato dalla sentenza della Corte Costituzionale tedesca».

«Potenziare Dl rilancio per famiglie più in difficoltà»

«Il Decreto Rilancio è di grande portata, affronta tutti i capitoli più importanti. Purtroppo, interviene su uno scenario ancora più grave, per profondità, estensione e durata di quanto fotografato nel Def di Aprile scorso. Va quindi seguito, prima della sessione di bilancio, da un ulteriore intervento. E va migliorato sul piano sociale per soccorrere le fasce più in difficoltà: i fondi per il Reddito di emergenza e per il contributo agli affitti delle famiglie sono drammaticamente insufficienti, mentre sono assenti interventi specifici per i settori del commercio più colpiti, come gli ambulanti».

«In tale contesto, è insostenibile in termini di giustizia sociale la cancellazione a pioggia del saldo e acconto IRAP per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato, come è insostenibile la concessione di garanzie a multinazionali come Fca o Atlantia, controllate da famiglie miliardarie residenti in paradisi fiscali. Gli squilibri vanno corretti nel passaggio parlamentare».