27 settembre 2020
Aggiornato 19:00
Maggioranza

L'avvertimento di Matteo Renzi a Conte: «La crisi c'è già, ma è economica, non politica»

Il leader di Italia Viva: «Sì a una ripresa seria, no ai populisti dei pieni poteri. La Costituzione non è questione di buona educazione e sulle libertà personali non si creano precedenti pericolosi»

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi ANSA

ROMA - «Era un appello. Ho chiesto a Conte di decidere. Tocca a lui, non a noi. Durante la fase 1, quella della paura, il Premier ha rassicurato gli italiani.Ora siamo fuori dall'emergenza». Alla vigilia dell'inizio della Fase due Matteo Renzi rinnova le condizioni di Italia Viva per proseguire nella collaborazione nel Governo Conte due.

«In Senato - afferma Renzi al Corriere della Sera - ho detto in faccia al premier che non siamo più al tempo delle costituzioni ottocentesche, con le libertà concesse dal sovrano. Basta con i Dpcm incomprensibili. Non possiamo diventare uno stato etico - sottolinea ancora il leader Iv - dove le Faq sul sito di Palazzo Chigi spiegano chi puoi incontrare e chi no e diventano fonte normativa: è una questione sostanziale di democrazia. Vogliamo sbloccare i cantieri, non controllare le autocertificazioni. Offriamo serietà. Ma vogliamo serietà. Altrimenti ci sostituiscano: per Italia Viva i principi valgono più delle poltrone"

Ripartire in sicurezza, ma ripartire

«Dobbiamo ripartire - afferma Renzi - perché ogni giorno di ritardo provoca licenziamenti e fallimenti. Ripartire in sicurezza, ma ripartire. E sono terrorizzato che ci sia una decimazione delle donne che lavorano: i figli a casa sono un problema per la società, non solo delle mamme. Qualcuno dovrà pur dirlo. Il mio appello a Conte è semplice: decidi. Se il premier sceglie il populismo, farà a meno di noi. Se sceglie la politica seria, ci saremo. Tocca a lui, non a noi decidere. La crisi - avverte l'ex Premier - c'è già, ma è economica, non politica. Ci sono due Italie. Chi ha un posto di lavoro sicuro, soffre gli effetti della quarantena, è preoccupato, vive con dolore. Ma va avanti perché alla fine del mese ha uno stipendio garantito».

No ai populisti dei pieni poteri

«Questo governo - ha detto ancora il leader Iv - è nato come risposta a Salvini che voleva i pieni poteri. Per non darglieli abbiamo accettato persino di fare l'accordo con i Cinque Stelle. Ma non è pensabile che i pieni poteri li possiamo dare a qualcun altro solo magari perché usa modi più garbati. La Costituzione non è questione di buona educazione e sulle libertà personali non si creano precedenti pericolosi: io la penso come il professor Cassese e mi stupisco del silenzio di tanti costituzionalisti».