20 settembre 2020
Aggiornato 13:00
Il dibattito alla Camera

Claudio Borghi su Conte: «Uomo diversamente sincero, in Lombardia come un ladro di notte»

Il Deputato della Lega alla Camera: «Ora è il momento di girare pagina: usciamo da questo incubo, consegnamo alla storia questo triste incubo e facciamo ripartire il Paese»

Video Agenzia Vista

ROMA - Un «diversamente sincero» che «sta creando imbarazzo alla sua maggioranza e al Paese», ed ora è il momento di «girare pagina: usciamo da questo incubo, consegnamo alla storia questo triste incubo e facciamo ripartire il Paese». Lo ha detto Claudio Borghi, che per la Lega è intervenuto alla Camera dopo l'informativa del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla Fase 2. «Abbiamo dovuto affrontare un momento terribile con un premier inventato e un ministro per caso, non un Alberto da Giussano, neanche un Renzo Tramaglino, ma Fracchia e Pinocchio. So che vi siete accorti da tempo che non è possibile andare oltre, che il tessuto economico è in ginocchio», ha detto Borghi rivolto alla maggioranza, «ma invece di incenerire la Costituzione a colpi di Dpcm, con una tragica parodia del regime cinese, vietando i funerali e inseguendo la gente con gli elicotteri e i droni, che non conviene a nessuno, giriamo pagina, usciamo da questo incubo, consegnamo alla storia questo triste incubo e facciamo ripartire il Paese».

«Conte diversamente sincero»

Borghi ironizza sulle «iperboli sentite su Conte: tiranno, dittatore... no, l'avvocato Conte è molto meno di ciò. Si tratta molto più modestamente di un uomo diversamente sincero, che arriva dopo un mese nelle zone più colpite, di notte come un ladro, senza avvisare nessuno». E alla maggioranza dice: «So che vi sta creando molto imbarazzo, ma il problema è che sta creando imbarazzo al Paese nei modi più pericolosi possibili».

«Il Paese rischia di diventare un deserto economico»

Per il responsabile economico della Lega «solo una cosa bisognava fare, inondare l'Italia di liquidità, a fondo perduto, pagare stipendi e cancellare tasse. Tutti hanno stanziato le cifre necessarie, noi no, noi abbiamo dovuto aspettare. Il Paese rischia di diventare un deserto economico, mentre miliardi di aiuti statali arrivano alle aziende straniere, quelle stesse aziende che verranno a comprarci per un tozzo di pane. E invece noi abbiamo dovuto vedere Conte e Gualtieri andare senza alcun mandato a implorare pietà in Europa e a chiedere le cose sbagliate. Si è passati dal 'Mes no, Eurobond sì', si è passati a 'Eurobond no, Mes sì perchè vuole la Spagna'. Le bugie di Conte e Gualtieri sono ormai un caso di scuola in Europa. Siamo corsi come degli straccioni a chiedere per primi il fondo calamità, ma non è che il primo che arriva vince...».

«I miliardi del MES non sono regali»

«Da dove arrivano i soldi?», si chiede Borghi. E si risponde: «Non dal Mes, non dalla Bei, non dal Sure, ma da una semplice Banca Centrale. Si emette debito, la Banca centrale crea denaro, con cui si compra il debito. Costo per la Banca centrale? Zero, basta un click, non deve neanche stamparlo. Lo Stato lo mette in circolo, l'economia riparte. E così fan tutti. Nessuno si rivolge al Mes. I miliardi del Mes non sono regali». Conclude Borghi: «Basta Mes, basta Dpcm, riprendiamoci la nostra democrazia. Basta umiliazioni e bugie, vogliamo e possiamo riprenderci la nostra dignità».