2 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Europa al bivio

La «prudenza» di Paolo Gentiloni: Il diavolo è nei dettagli

Il commissario europeo all'Economia: «Lavoriamo per avere pronta una proposta il 6 di maggio. Il tema è anche di affollamento nell'emettere titoli e chiedere prestiti sui mercati finanziari»

Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia
Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia ANSA

ROMA - «Noi lavoriamo per avere pronta una proposta il 6 di maggio». Lo ha confermato il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, intervistato a Radio Anch'io su Radio 1 Rai sull'accordo dei leader Ue per creare quello che chiama un «fondo di rinascita» post crisi da Coronavirus. Ieri «è andata direi bene», è stata raggiunta una soluzione che «qualche settimana fa era impensabile». Certo, «si dice che il diavolo sia nei dettagli» e «altro che dettagli»: nei prossimi giorni vi saranno diversi aspetti cruciali da affrontare. Ma intanto «è una vittoria della solidarietà ma non solo per l'aspetto umanitario, si è capito che gli interessi sono comuni».

Mix di prestiti a 30-40 anni e sovvenzioni

Sul fondo europeo «di rinascita» post crisi restano diverse questioni cruciali da discutere, come «i tempi», ha affermato il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, perché bisogna «fare presto, perché i soldi non servono tra due anni ma subito». Sull'ammontare, comunque, come spiegato ieri «non stiamo parlando di miliardi ma di migliaia di miliardi, io ho sempre parlato di un fondo da 1.500 miliardi».

«E poi ovviamente il mix: quanti di questi fondi saranno erogati in prestiti» e quanti in sovvenzioni a fondo perduto. E sui prestiti «che durata avranno: se prestiti ci saranno - ha detto Gentiloni - devono avere una scadenza molto lunga, di 30-40 anni, la parte invece di sovvenzioni dirette, e ci sarà sicuramente, è fondamentale per riequilibrare».

Rischio «affollamento»

Attenzione: il problema non è solo sul rialzo dei costi di finanziamento, «il tema è anche di affollamento nell'emettere titoli e chiedere prestiti sui mercati finanziari, quindi è chiaro che avere linee di credito a disposizione (del Mes) è certamente un fatto positivo». Interpellato sull'ipotesi di un ricorso al Mes dell'Italia, «non so se metterebbe in crisi il governo, da commissario europeo mi pare che la nuova linea di credito del Mes sia vantaggiosa per i Paesi che dovessero chiederla. E l'unica condizionalità, che i soldi siano spesa sulla sanità, sinceramente non mi sembra la Troika, poi ognuno fa le sue valutazioni».

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