2 giugno 2020
Aggiornato 01:00
L'attacco

Conte «rabbioso» contro le «menzogne» di Salvini e Meloni, che replicano: «Metodi da regime»

I pugni sbattuti più volte sul tavolo, Giuseppe Conte attacca in maniera inusitata le opposizioni che chiamano in causa anche il Capo dello Stato. Italia Viva: «Comizio propagandistico»

Video Agenzia Vista

ROMA - «Falsità», «menzogne», che «indeboliscono l'Italia» nella dura trattativa in seno alla Ue. La voce tremante, i pugni sbattuti più volte sul tavolo, Giuseppe Conte attacca in maniera inusitata le opposizioni, e in particolare ("Questa volta devo fare i nomi e i cognomi"), Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Che a stretta giro reagiscono, denunciando i metodi «da regime totalitario», «da Urss», e chiamando in causa anche il Capo dello Stato.

La conferenza stampa si apre con una lunga introduzione del premier, prima di lasciare spazio alle domande dei cronisti in videocollegamento. E dopo aver annunciato la proroga del lockdown, Conte affronta la questione Ue, con l'accordo trovato ieri nell'Eurogruppo, e in particolare l'utilizzo del Mes. Tema su cui è «positivo» si sia «aperto un dibattito», ma «è altrettanto importante» che questo dibattito «si sviluppi con chiarezza, senza falsità». E dunque: «Il Mes esiste dal 2012, non è stato approvato o attivato la scorsa notte, come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato, questa volta devo fare i nomi e i cognomi, da Matteo Salvini e Giorgia Meloni», con un comportamento che ha il risultato di «indebolire non me ma la posizione dell'Italia».

Conte: «Questo Governo non lavora col favore delle tenebre»

Con la voce che si scalda, Conte insiste: «L'Eurogruppo non ha firmato nulla nè istituito alcun obbligo. Questo governo non lavora col favore delle tenebre, guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza». Il premier sottolinea ancora che «l'Italia non ha firmato alcuna attivazione del Mes, non ha bisogno del Mes, perchè l'Italia ritiene il Mes totalmente inadeguato e inadatto all'emergenza che stiamo vivendo». A chiedere la possibilità di una nuova linea di credito «sono stati altri Paesi, non l'Italia», che invece continuerà a lottare «per avere gli eurobond e al prossimo Consiglio europeo spiegherò con forza che il Mes è totalmente inadeguato e insufficiente. La risposta comune o è ambiziosa o non è».

Salvini e Meloni: «Metodi da regime»

La prima a rispondere è Giorgia Meloni: «Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte indice una conferenza stampa pochi minuti prima dell'edizione più vista dei tg, trasmessa in diretta sulla prima rete del servizio pubblico, per accusare l'opposizione di dire menzogne, senza possibilità di replica e senza contraddittorio. Credo non si sia mai vista una cosa del genere nella storia della democrazia. Il Presidente della Repubblica Mattarella non ha nulla da dire su questi metodi degni di un regime totalitario?». Poco dopo si fa sentire anche Matteo Salvini: «Usare la tivù di Stato per dire falsità e fare un comizio contro Salvini e contro le opposizioni è roba da regime, roba da Unione Sovietica».

Italia Viva: «Comizio propagandistico»

Ma critiche al premier arrivano dalla sua stessa maggioranza, ad esempio Michele Anzaldi di Italia Viva: «La polemica a reti unificate di Conte contro l'opposizione è stata una pessima pagina istituzionale e televisiva: il Premier doveva informare sulla proroga delle chiusure, sul lavoro per la Fase 2, non usare uno spazio di servizio pubblico per fare un comizio propagandistico».

Crimi: «Lavoriamo per gli eurobond»

Un plauso arriva invece da Leu, che con Nicola Fratoianni accusa Meloni e Salvini di «soffiare sul fuoco dell'odio"; e dal M5s, che con il capo politico Vito Crimi esulta perchè «il governo dice no al Mes e lavora per avere gli eurobond», mentre Fdi e Lega raccontano «falsità».

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