6 luglio 2020
Aggiornato 18:00
Riforma del Fondo salva stati

Giorgia Meloni: «L'Italia il 16 marzo non firmerà il MES. Parola di Conte e Gualtieri»

Il Presidente di Fratelli d'Italia: «Ci hanno assicurato che non sarà firmato o accettato dall'Italia alla prossima riunione fissata il 16 marzo». Salvini: «Governo troppo timido su Mes»

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia
Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Nessuno in Europa speri di sfruttare il dramma coronavirus per far passare di soppiatto la pillola avvelenata del MES. Lo abbiamo detto chiaramente al Premier Conte e al ministro Gualtieri che ci hanno dato la loro parola che il trattato che io reputo 'salva banche tedesche e ammazza economia italiana' non sarà firmato o accettato dall'Italia alla prossima riunione fissata il 16 marzo. Bene. Per noi la parola è sacra». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, dopo l'incontro con il Governo a Palazzo Chigi.

«Governo per ora dice no a chiusura totale»

Il governo non ha accettato «al momento» di chiudere tutte le attività non essenziali per due settimane. «Al tavolo di confronto tra Governo e centrodestra abbiamo chiesto la chiusura di tutte le attività per due settimane. La richiesta non è stata al momento accettata, speriamo non serva in futuro. Abbiamo ribadito anche un'altra questione fondamentale: il Governo deve dire chiaramente che sarà fatto tutto il necessario per garantire la salute di tutti e tutelare ogni singola attività produttiva e ogni singolo posto di lavoro. Continueremo ad agire e a fare le nostre proposte per il bene della Nazione e del nostro popolo».

«Conte apre a nomina di un supercommissario»

«Il presidente del Consiglio ha aperto alla nomina di un commissario, ma non possiamo dire se questo accadrà». Meloni ha ribadito che «sarebbe più utile chiudere tutto per 15 giorni garantendo un piano di misure per i servizi essenziali».

Salvini: «Governo troppo timido su Mes»

Il governo è «troppo timido» sul Mes. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, durante una diretta Facebook. «Il trattato 'salva-banche'...degli altri. Cancellare quella cosa che serve a pochi a danno di tanti in europa. Non vogliamo sentir parlare di Mes. Però abbiamo sentito dal governo troppa timidezza, troppi dubbi, troppe incertezze, ci hanno risposto 'vediamo cosa dicono in Europa...'».

De Bertoldi: «Governo non firmi riforma Mes»

«Chiedo una moratoria sul rinvio sia della riforma del MES, nonché di tutti gli altri accordi internazionali attualmente all'esame del Parlamento europeo, nell'interesse della comunità italiana, ma anche delle stesse istituzioni europee, al fine di evitare possibili vantaggi indebiti, dello stato di emergenza in cui si trova l'Italia, ed evitare che qualcuno possa trarre a proprio favore, decisioni di per sé non urgenti in un momento in cui le priorità sociali ed economiche sono di tutt'altra altra natura». A chiederlo in un'interpellanza parlamentare al ministro dell'Economia Gualtieri, il senatore di Fratelli d'Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

Una richiesta di rinvio che il parlamentare di FdI chiede alla luce «dell'intenzione di raggiungere un accordo politico finale il prossimo 16 marzo, in cui si potrà procedere alla firma del nuovo trattato e che pertanto, potrà essere avviato il processo di ratifica che coinvolgerà i Parlamenti nazionali». Una data, quella del 16 marzo, che peraltro è stata anticipata rispetto a quella prevista ad aprile.

In particolare, ricorda il senatore de Bertoldi «proprio lo scorso dicembre, il Parlamento italiano, ha approvato una risoluzione nella quale è stato disposto il pieno coinvolgimento delle Camere in ogni passaggio decisionale». Coinvolgimento che però, sottolinea de Bertoldi «al momento non ci sarebbe come risulta da una recente risposta dello stesso ministro a una mia interrogazione in cui si evince che al Parlamento sarà destinata semplicemente la ratifica della revisione del MES e che la riforma del trattato istitutivo, sarà stabilita da un accordo tra gli Stati membri in sede europea. Contravvenendo a quanto stabilito dal Parlamento lo scorso dicembre». Da qui la richiesta di moratoria, «per concentrare ogni sforzo in Italia e in Europa alla lotta contro l'epidemia di Coronavirus».

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