31 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
L'intervista

Giuseppe Conte: «E' la nostra ora più buia ma ce la faremo»

Il Premier: «Anche io ho fatto il tampone: sono negativo. È difficile fare previsioni perché siamo di fronte a un virus nuovo». E sulla fuga di notizie dice: «Adotteremo misure rigide per evitare che si ripeta»

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ANSA

ROMA - «In questi giorni ho ripensato a vecchie letture su Churchill, è la nostra ora più buia, ma ce la faremo». A spiegarlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista a Repubblica. «Voglio essere onesto e chiaro, come sempre - spiega il premier - adesso è assai difficile fare previsioni, perché siamo di fronte ad un virus nuovo e con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando. Il governo coordina con la massima intensità e concentrazione la macchina organizzativa. Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un Paese forte».

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è sottoposto al tampone per il coronavirus che è risultato negativo. a spiegarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio. «I miei medici sono premurosi. Mi seguono con attenzione e ho piena fiducia in loro» aggiunge Conte.

Conte: «Atto irresponsabile da chi ha diffuso bozza»

«Chi ha fatto circolare all' esterno la bozza del provvedimento ha compiuto un atto irresponsabile, perché l' indebita diffusione del testo non definitivo ha causato confusione e incertezza presso i cittadini». Conte conferma che no non è stato Palazzo Chigi a far trapelare quella bozza. «Assolutamente no - evidenzia il premier - A tarda sera, quando la bozza è stata inviata - come prevede la legge - ai ministri e ai presidenti delle Regioni, ci siamo ritrovati con un paese che discuteva di misure provvisorie su cui io stesso mi ero riservato di effettuare definitive valutazioni. D' ora in poi adotteremo contromisure severe affinché situazioni del genere non si ripetano più. La riservatezza degli atti normativi in corso di formazione va tutelata al massimo grado».

«Dobbiamo fidarci degli scienziati»

«Continuiamo ad agire seguendo la linea della massima precauzione e della proporzionalità delle misure messe in campo rispetto all' evolversi della situazione. Ma la vera differenza ora la devono fare tutti i cittadini. Faccio un appello a tutti gli italiani: dobbiamo fidarci degli scienziati, manteniamo la distanza di un metro, evitiamo baci, abbracci, strette di mano, rispettiamo le altre regole».

«Per parte nostra, con il decreto-legge approvato venerdì sera abbiamo predisposto un piano straordinario per rinforzare il personale medico e infermieristico, mentre con altre iniziative ci siamo garantiti alcune linee produttive, qui in Italia, per disporre di attrezzature specialistiche per terapia intensiva e sub-intensiva» aggiunge ancora Conte.

Speranza: bene la campagna «Io resto a casa»

«In queste ore è partita una campagna social - 'Io resto a casa' - che mi piace ricordare, fatta anche da molti artisti e uomini di cultura del nostro Paese, che credo dia un segnale giusto. Ci sono spostamenti che sono inevitabili, per ragioni di salute o di lavoro, ma dobbiamo provare a limitare il più possibile le occasioni di contagio». Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza durante una conferenza stampa questa sera alla Protezione civile aggiungendo che «il messaggio di fondo resta lo stesso: abbiamo bisogno di una grande collaborazione tra istituzioni e cittadini. Non basta un decreto».